|
DOPO LA VACANZA LE MOSTRE
di Dario Sironi
Per molti di noi o almeno per coloro che se lo sono potuto permettere, le vacanze sono terminate e si ritorna al lavoro di sempre. Al mare, ai monti o in campagna, in ogni caso lontano dalla propria abitazione si è cercato un breve periodo di riposo ma anche una doverosa opportunità per poter trascorrere un breve periodo con la propria famiglia tralasciando di pensare ai soliti problemi quotidiani dai quali per un intero anno siamo stati importunati.
Ognuno le vacanze le interpreta a proprio piacimento così come chi sceglie questo periodo per godersi interamente il proprio hobby, nel nostro caso di ornicultura, prendendosi generalmente dal pazzo dagli amici, dall'ingrato dalla propria moglie e fortunatamente se i figli sono grandi se ne vanno per conto loro. Ad esserne felici rimangono solo gli anziani genitori e sicuramente i nostri canarini.
Se un'azione di rinuncia ad un comportamento piacevole, quale può essere definito il periodo di vacanza, è elemento necessario ad un'attività sportiva allora possiamo sicuramente affermare di essere dei veri sportivi praticanti giustificando in tal modo un atteggiamento masochistico del quale potremmo essere incolpati.
Fare sport significa competere ed il periodo delle mostre oramai alle porte ci permettere di verificare e contemporaneamente mettere a frutto i sacrifici affrontati.
Tutti sanno che l'organizzazione di un concorso ornitologico costituisce per ogni Associazione il momento culminante della propria attività al punto da essere considerato, oltre che motivo di nascita della stessa Associazione, anche atto dovuto ai propri Soci.
Abbiamo avuto modo in altre occasioni di illustrare le diverse finalità con le quali un espositore decide di partecipare ad una Mostra ma, visto il comportamento di alcuni Soci, viene spesso da chiedersi se ne valga proprio la pena almeno dal punto di vista degli Organizzatori.
Analizzando la realtà partiamo innanzitutto dal riconoscere che organizzatori della manifestazione dovrebbero essere tutti i Soci dell'Associazione e non solo coloro che compaiono nell'elenco del Comitato Organizzatore.
Per esempio, negli ultimi anni ci siamo ritrovati nella necessità di ricorrere a personale esterno, profumatamente remunerato, per l'allestimento della mostra e non possiamo certo giustificare il fatto che sia solo colpa dell'età anagrafica dei vecchi soci prima disponibili. L'unico momento che vede una partecipazione pressoché massiccia è quello della giornata di giudizio, dove all'incarico di porta gabbie le candidature sono talmente numerose che da un paio d'anni siamo stati costretti a porre, quale condizione necessaria, la partecipazione alle operazioni di allestimento del possibile candidato.
Le motivazioni all'assenza sono le più disparate, dagli impegni di famiglia a quelli di lavoro, dal momentaneo malessere fisico alla necessità di accudire al proprio allevamento, dimenticando che l'attività fisica non è l'unico modo di portare aiuto e collaborazione, dal momento che la manifestazione ha praticamente una durata effettiva, al di là dell'allestimento, di quattro giornate e la presenza per poche ore di molti Soci costituirebbe valido contributo. Il massimo del cinismo lo riscontri quando manifestando disappunto della situazione ti senti rispondere frasi come "ma chi te lo fa fare" oppure "ma io pago".
Queste sono sicuramente le affermazioni che ti fanno pensare, anche se non ti fanno sentire in dovere di replicare. Riflettendo cominci allora a comprendere le vecchie polemiche sulle Mostre: la necessità delle premiazioni in oro, l'imparzialità dei giudici, la necessità che si debbano organizzare manifestazioni più importanti. Sicuramente certe manifestazioni a livello nazionale ed internazionale avranno una valenza molto superiore alla semplice mostra dell'Associazione ma non contribuiscono certo alla vita Associativa.
Anche in passato abbiamo cercato di analizzare le motivazioni che ci inducono a partecipare con i nostri soggetti ad una mostra sintetizzabili nella volontà di competere o in quella di confrontarsi per migliorarsi. Forse potrebbe essere altrettanto interessante analizzare le motivazioni che possono indurre qualche socio a non partecipare, perché anche questo avviene.
A volte ci viene chiesto perché alcuni nostri Soci, esperti e valenti allevatori, che hanno magari già ottenuto riconoscimenti a livello nazionale o internazionale, non compaiono nell'elenco degli espositori. Purtroppo non possiamo dare risposte certe a loro nome ma possiamo certamente formulare alcune ipotesi.
Forse ritengono che la manifestazione non sia stata ben organizzata, ma in questo caso devono farsi un "mea culpa".
Forse peccando di immodestia, ritengono che il livello espositivo raggiunto dai loro soggetti sia tale da rendere del tutto inutile un confronto con soggetto di minor valore togliendo in tal modo a colleghi meno esperti la possibilità di confronto.
Forse perché non vogliono correre il rischio di compromettere un prestigio già raggiunto nel caso i punteggi ottenuti (proprio nella mostra di "casa") non siano corrispondenti alle loro aspettative.
Forse perché, anche in caso di vittoria, la risonanza dì una manifestazione regionale non avrebbe la stessa valenza di una manifestazione più importante e pertanto non varrebbe proprio la pena di spendere soldi per qualcosa che non serve.
Forse perché la premiazione non prevede sufficiente remunerazione.
Se tutti questi "forse" sono motivazioni valide allora vale proprio la pena di chiedersi "ma chi te lo fa fare".
|