L'Informatore Alato

Settembre 2003, gli Articoli on WEB:


BEATA IGNORANZA...

Va bene (o, meglio, dovrebbe…) la F.O.I. Presidenziale, ma il Redazionale del n. 6-7 Giugno-Luglio 2003 di “Italia Ornitologica” ci è proprio sembrato oltremodo enfatico, retorico e ampolloso (per non dire altro…).
Dedicare tanto spazio (ben 5 pagine, Redazionale più due lettere dello stesso tenore) su un organo ufficiale per una “autoproclamazione” di efficienza, di bravura, di perfezione, soprattutto in questo momento particolare in cui l’ombra di Amiens continua, con i suoi lati tuttora non chiariti, ad aleggiare, potrebbe anche sapere un poco – solo un poco, per carità! – di “excusatio non petita…” con quel che segue.
Quel “come è bella la maestra, come è buona la maestra, come è brava la maestra”, non serve proprio – a nostro parere – né alla causa della F.O.I., né a quella del Presidente in particolare.
Sono i fatti che devono parlare, non i proclami, che lasciano il tempo che trovano, quando non sono addirittura controproducenti.
A meno che…
A meno che “quasi tutti” noi – tranne pochi eletti – siamo così “sbadati” da non accorgerci di queste meravigliose realtà ed è quindi necessario che ci vengano evidenziate.
In effetti, ad esempio, credevamo proprio di conoscere il Presidente, le sue qualità, i suoi innegabili meriti, la sua grande capacità manageriale (anche i suoi difetti, però…qualcuno…mica tanti!), ed invece ci siamo accorti, dopo la lettura di questo numero di I.O. di non conoscerlo affatto.
Meno male che ci hanno pensato Miale (Consigliere Federale) e Palescandolo (Presidente Rag.to Campano) ad illuminarci, altrimenti avremmo corso il pericolo di rimanere ancora chissà per quanto tempo nella nostra beata, ma gravissima, ignoranza.
Ora sappiamo, per esempio, che il Presidente F.O.I. è un “vero n.1”, che “non fa proclami”, non “detta legge”, è un “CAPO” con “una morale che non tutti posseggono”, con una “maturità di sentimenti” e con un “orgoglio da vendere”, ma soprattutto ora sappiamo che è un “uomo d’azione – programma ed attua –; è irruente e determinato; è saggio e responsabile; è pacato e riflessivo sull’evidenza dei fatti”. Inoltre, i suoi scritti scaturiscono “dal profondo del cuore con entusiasmo indicibile”. (sic!)
Accidenti, quante cose non sapevamo!
Capito sig. Maandag? Altro che “gatto pazzerello”!
Sorvoliamo sul resto del Redazionale di Miale, che sarebbe comunque bello commentare, dato che è così denso di motivi al punto da tirare in ballo, pensate un po’, anche il Presidente della Repubblica.
Solo una considerazione sul discorso C.O.M. non possiamo trattenere, perché ci sembra veramente si sia passato il segno!
Cosa vuol fare la F.O.I., questa F.O.I. così perfetta, sostituirsi forse alla C.O.M.? Diventare il nuovo faro di riferimento europeo o, forse, meglio, addirittura mondiale? Cosa significa “…e se ci sarà anche la C.O.M. tanto meglio!”? Anche la C.O.M.?
Ma andiamo, cerchiamo di essere realisti e mantenere i piedi per terra! Non lasciamoci trascinare da fatuo entusiasmo!
Forse con un poco più di realismo, di prudenza, di buon senso e di umiltà avremmo sicuramente evitato quella disastrosa figura ad Amiens, con uno scempio della nostra immagine di allevatori, che rimarrà, comunque vadano le cose, come una macchia indelebile dell’Italia ornitologica (non la rivista!) in campo mondiale.
Certo, fra qualche anno, ma già ora, si parla e si parlerà di F.O.I., in Europa e nel Mondo, ma nutriamo seri dubbi che ciò avvenga nei termini prosopopeici esibiti da Miale.
E da ultimo, visto che su “Italia Ornitologica” si pubblicano solo scritti di “incensazione” ma non certo quelli di dissenso, vogliamo sopperire a questa mancanza riportando una lettera - dell’aprile scorso - di Luigi Fiengo diretta al Presidente F.O.I., al Direttore di “Italia Ornitologica” (che poi è lo stesso Cirmi) e al Direttore di “Uccelli” (che l’ha già pubblicata) e che, naturalmente, è stata ignorata dalla F.O.I.

a.p.


Al Presidente F.O.I.
Al Direttore della Rivista I.O.
Al Direttore della Rivista Uccelli

La Federazione Ornicoltori Italiani, ci conferma il suo Presidente nel messaggio augurale di fine anno 2002, onorandosi di poterlo esternare, gode forte salute. Italia Ornitologica, in occasione delle feste natalizie e conoscendo la abitudini di chi, oltre a praticare l'hobby dell'ornitologia amatoriale si dedica anche a una sana e rilassante partita a briscola in famiglia, ci porta a conoscenza delle regole per organizzare tombole, lotteria e banchi di beneficenza.
Io le sono grato, mi ha dato la possibilità di accrescere il mio bagaglio culturale anche se, l'abbinamento dell'allevamento con il gioco della Tombola è ancora tutto da capire. Pazienza mi abituerò anche a questo.
Un allevatore iscritto FO.I., si sostituisce ad una Commissione di Studio della "nuova" Federazione o meglio, all'intero C.D.F e scrive direttamente a Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, sottoponendogli un problema non di poco e chiedendogli di fare qualcosa per "semplificare la vita a tanta gente ed a far sì che un hobby non diventi una croce".
Che dire a questo iscritto F.O.I.? Novantacinque punti per rarità di specie.
Un giudice internazionale, segretario dell'attuale Commissione Tecnica Nazionale Canarini di Colore, ci suggerisce di programmare prima dell'eventuale nascita dei canarini nei nostri allevamenti a quali mostre dobbiamo esporli: se a carattere nazionale o internazionale. Perché se scegliamo quelle nazionali dobbiamo prepararli in una certa maniera, se internazionali in un'altra. Ma può capitare che in una internazionale vengano giudicati come in una nazionale, perché le regole ci sono, ma poi ognuno fa come gli pare.
Chi alleva canarini di colore e li espone, ha ora le idee più chiare.
I mondiali di Francia sono andati come tutti sappiamo e sul redazionale del nostro Organo Ufficiale, Italia Ornitologica, che è rivista mensile di ornitologia scientifica, tecnica e pratica, il Presidente FO.I. ci narra la cronaca di un fatto sconcertante, paragonandolo con indubbio gusto a un delirante evento sportivo.
Forse, con quello scritto si intendeva rasserenare gli animi provocando magari un po' d'ilarità; per quello che mi riguarda non ci si è riuscito, anzi la cosa mi ha sinceramente irritato di più. E leggendo attentamente la seconda parte del redazionale, a fine partita, spontaneamente mi viene da fare qualche domanda al Presidente.
Io, caro Presidente, non sono un "ultras" così come vengono definiti nel tuo scritto tutti quelli che hanno l'abitudine di lamentarsi sempre.
Ma se invece il termine è generalizzato anche per chi, danneggiato, ne sente il diritto, allora sono un "ultras", che difende il suo orgoglio e la sua morale: sia materiale che spirituale.
Caro Presidente, ma tu sai quanta fatica, quanto tempo e quanti soldi spende un allevatore amatoriale nel suo allevamento?
L’alimentazione, le cure e le profilassi più appropriate, l'ambiente dove si alleva, il tempo rubato alla famiglia.
Il 99% di chi alleva non commercia e a malapena alla fine dell'anno riesce a rientrare, con la cessione degli uccelli allevati, della quota associativa e del costo degli anellini.
E le mostre? Le spese per l'ingabbio, i viaggi con la pioggia e con la neve, la nebbia che ti fanno sempre dire: "ma chi diavolo me lo fa fare".
Pensa a quanti chilometri di autostrada si fa un allevatore per andare a Reggio Emilia, al Campionato Italiano e qualsiasi altra mostra di una certa rilevanza, e tutto questo mettendo sempre le mani nel proprio portafoglio.
E che ti devo dire della preparazione dei soggetti da esporre, dei biglietti aerei, delle prenotazioni alberghiere per i campionati del mondo.
Io caro Presidente sono un ex trombato dei campionanti mondiali di Alicante.

Dopo aver prenotato per tre persone, biglietti aerei, due giorni e due notti in quella città, anticipando, escluso il vitto, due milioni e centomila delle vecchie lire, un giorno prima dell'ingabbio la F.O.I. decide di non partecipare più ai mondiali.
La verità su quello che è successo allora non l'ho mai saputa e nessuno credo l'abbia mai detta. Fatto sta che in Spagna ci sono andato lo stesso, a Gennaio; diciamo pure per una "gita di piacere".
I soldi, non andando, li avrei persi comunque.
Lo stand della F.O.I. c'era, disadorno e vuoto. I vari Consiglieri dell'allora C.D.F. dei quale anche tu facevi parte li ho incontrati solo all'ingresso dei ristoranti.
I soldi di quell'ingabbio sfigato mi sono stati restituiti al 50% ora per la Francia so che è stato fatto per l'intera somma, come mai?
Alla fine della tua fantasiosa partita di calcio ci dici: "proviamo per un momento a non creare colpe o colpevoli, proviamo a considerare i fatti dal punto di vista della socialità" e subito dopo un accostamento con gli uccelli che nidificano in colonia dove i gruppi familiari più deboli sono aiutati e sfamati dagli altri. Ma chi sono i più deboli in questo caso, e da chi dovrebbero essere aiutati e sfamati? E l'orgoglio F.O.I., tanto proclamato, dove è andato a finire?
Ma perché minimizzare e oscurare un evento certo con un astratto discorso di socialità, sul sodalizio e l'aiuto tra i popoli, su una spiritualità più alta.
Buttare le cose in "caciara", si dice qui dalle mie parti, distoglie l'attenzione dal vero problema. Nessuno, per quello che è successo, si è assunto delle responsabilità e sarebbe ora che lo facesse, che ci spiegasse realmente come sono andate le cose, perché vedi, caro Presidente, se tu ti senti moralmente sconfitto, io, in tutta questa faccenda vedo solo due vittime: gli allevatori Italiani e la verità.

Luigi Fiengo


Dopo l'Assemblea e gli scritti apparsi sulle riviste di settore, eravamo dubbiosi e preoccupati sull'evolversi degli avvenimenti che coinvolgevano la F.O.I. con la C.O.M. L'atteggiamento d'assoluta ragione senza controprove era molto sospetto, quindi aspettavamo ansiosi gli sviluppi e le definizioni del Congresso C.O.M. di fine agosto sul caso Amiens e le posizioni poco concilianti emerse in questi ultimi mesi fra relazioni e interventi apparsi su Italia Ornitologica.
Subito dopo il nostro rientro dalle vacanze e prima di dare alla stampa il presente numero, abbiamo contattato il nostro socio Giuliano Motta, Segretario Generale C.O.M., per ottenere informazioni.
Purtroppo l'intervista non ha potuto commentare i risultati, Giuliano ha promesso di farlo sul prossimo numero, trattandosi di decisioni nella loro fase di formalizzazione e non poteva anticipare commenti sui risultati prima della notifica agli interessati.
Alcune indicazioni però siamo riusciti ad ottenerle.
Sappiamo che la mediazione in atto fra la F.O.I. e i francesi, tramite il Vice Presidente C.O.M. è risultata negativa! Sarà il C.D.C.O.M. a definire il contenzioso fra le parti entro il 30/9/2003. Il risultato però porta all'imposizione, da parte della C.O.M., per il futuro, del pagamento delle iscrizioni alla data ufficiale segnalata nel programma ufficiale da parte di tutti.
Comunque vadano le cose è certo che i costi preventivi di raccolta, trasporto e ritorno da Amiens, sommati a quelli da versare, rappresentano una cifra troppo importante sperperata per un'esclusione da un Campionato Mondiale.
Ci risulta, dopo la rinuncia della F.O.I. (perché poi la F.O.I. ha rinunciato? Spe-riamo che ce lo spieghi!), che il Campionato Mondiale 2007 è stato assegnato alla Spagna e per il 2008 al Belgio.
Sulla controversia dedicata alle pubblicazioni F.O.I. e l'atteggiamento assunto contro il Segretario Generale C.O.M., è emersa una notifica ufficiale di ammonimento con tanto d'ultimatum.
Ritenuta inaccettabile la preclusione all'interscambio dei Giudici O.M.J. fra Italia e Francia attivata dalla F.O.I..
Altra iniziativa si è concretizzata con l'inizio del dialogo fra la C.O.M. e l'Unione Ornitofili Italiani per la valutazione di un'eventuale partecipazione di più entità Italiane in seno alla C.O.M. Una commissione formata dal Vice Presidente C.O.M. Rolf Hoffmann, membro responsabile per l'Italia e il Segretario Generale C.O.M. Giuliano Motta, in rappresentanza del C.D.﷓C.O.M., esamineranno i documenti pervenuti e relazioneranno il Direttivo Confederale al prossimo Congresso di Losanna.
Altri argomenti tecnici, come i massimi e minimi punteggi per le medaglie, che partiranno da un minimo di 90 punti fino al massimo di 94 per il primo, 93 per il secondo e 92 per il terzo, saranno argomento d'approfondimento nel prossimo numero.
Bene, se le parole avevano un senso e di parole ne sono state dette anche troppe, i fatti emersi dal Congresso C.O.M., sono quelli della perdita del Mondiale 2007 ﷓ passeranno oltre 10 anni prima che gli Allevatori Italiani potranno ospitarlo ﷓, del pagamento di un importo per sanare la situazione, della perdita di una grossa fetta di credibilità (e dobbiamo ringraziare l'appello ai passati meriti storici della F.O.I. se è emersa la sola nota d'ammonizione ufficiale con ultimatum), dell'inaccettabilità delle posizioni assunte contro i Giudici O.M.J. e il Segretario Generale C.O.M. da parte della F.O.I.
Per concludere, l'inizio di una possibile diversa partecipazione in seno alla C.O.M. che preclude l'attuale monopolio.
Aspettiamo gli approfondimenti prima di commentare! Per il momento non possiamo ringraziare coloro che hanno creato questa situazione di conflittualità e rammentare ancora una volta che "... chi si loda s'imbroda!"


Abbiamo ricevuto dal Segretario della F.O.I., Attanasio Mozzillo, una lettera, con preghiera di pubblicazione, in replica all’articolo di Giuliano Motta, apparso sul numero scorso – Giugno 2003 – del nostro notiziario e dal titolo “Commento alla nuova ‘perla’ del mese di Aprile”.
La pubblichiamo, per dovere e per obiettività, anche se malvolentieri, e questo non tanto per il suo contenuto, ma per il fatto che in essa abbiamo riscontrato un modo di affrontare la disputa (“GENTILE SIG. MOTTA) che, a nostro parere, sembra andare al di là di un semplice, amichevole, legittimo – anche se talvolta un po’ duro – confronto di opinioni.
E anche se quel “LEI” col quale il Segretario FOI si rivolge a Motta – con cui ha condiviso fino a poco tempo fa uno stretto rapporto di collaborazione e, riteniamo, di amicizia –, fosse forse artatamente enfatico o ironicamente cercato, a noi non è piaciuto lo stesso.


Gentile signor Motta,


conoscendola come la conosciamo, non ha destato in noi più di tanto stupore leggere sull'ultimo numero dell'informatore Alato il suo “torrenziale fiume di parole".
Una risposta di ben quattro pagine a quindici righe di considerazioni pubblicate su Italia Ornitologica denota un evidente bisogno di sfogare insoddisfazione e rancori, di cui possiamo, conoscendola, ipotizzare le motivazioni.
Anche se risulta difficile seguirla nei suoi variegati, strumentali e altisonanti ragionamenti, riteniamo opportuno puntualizzare, per semplici ragioni di correttezza nei confronti di chi legge, alcuni passaggi dei suo intervento:

  1. uno dei principi della "democrazia", a Lei tanto cara, visto che nel suo articolo cita il termine ben otto volte, prevede che ogni cittadino possa formulare opinioni sulla realtà circostante, sempre confutabili e sempre oggetto di discussione. Non si vede quale scandalo possa quindi destare l'esprimere considerazioni sull'organizzazione della C.O.M.
    Dire che la Confederazione Mondiale potrebbe modificare e migliorare alcuni meccanismi di partecipazione non è una "perla”, né un intervento di “lesa maestà": è soltanto un'opinione, che, democraticamente, ha tanto valore quanto la Sua e che non inficia per nulla il ruolo della C.O.M. stessa, che tutti riconosciamo e apprezziamo.
  2. Lei sottolinea, per ben due volte, che i membri dei C.D. C.O.M. hanno il "consenso" e la "fiducia" dei Paesi membri.
    E' vero, così dovrebbe essere. Ci chiediamo però nel Suo caso quale consenso possa far valere, visto che non ha più quello della Federazione che l'ha nominata e che Lei invece continua a rappresentare, in virtù di un mal interpretato articolo dello Statuto C. O. M.
    Ma, al di là di questo, ci chiediamo soprattutto dove, quando e in quali modi Lei risulti avere realmente tutelato e rappresentato gli interessi dei Suo Paese nel consesso mondiale relativamente alla vicenda dì Amiens.
    Invece di tenere un comportamento quantomeno neutrale, in ragione di fatti in gran parte ancora da chiarire, ha ritenuto di dare priorità al contrasto intervenuto con il Presidente della F.O. I., privilegiando quindi visioni e interessi personalistici e ponendosi, di fatto, in aperto contrasto con la Federazione (e quindi con gli allevatori associati) che Lei dovrebbe invece, per spirito di servizio, semplicemente e umilmente rappresentare.
    Il Suo risulta quindi, per quanto ci riguarda, nulla più di un ruolo autoreferenziale.
  3. Questo soprattutto perché, a causa di una logica perversa e purtroppo consolidata in questo ambiente, si deve passare ancora troppo tempo a rintuzzare cattiverie, a stemperare contrasti e a sanare ferite di vecchia data piuttosto che a lavorare serenamente sui programmi e sui progetti.
    Che sono assolutamente possibili e perseguibili e che porteranno, superati i personalismi che minano la nostra realtà, a quell'aria nuova di cui Lei, nell'aprile 2002, insieme a noi, si era fatto garante davanti all'Assemblea nazionale.
    O forse non ricorda di essere stato parte attiva di quel Consiglio Federale che ora definisce "sopportato"?
  4. Le ricordiamo, infine, tornando a quel concetto di "viva democrazia" che Le è così caro, che, nel nostro caso, democrazia sta nell'assumersi la responsabilità di governare una Federazione sino al termine dei mandato e di sottoporsi, allora, davanti all'Assemblea, all'esame di quanto svolto.
    Nell'occasione, potrà certamente presentare la Sua candidatura a difesa "delle minoranze, degli incolpevoli e dei deboli” per riportare finalmente al nostro interno quella democrazia oggi minata da quella che Lei definisce una “mascherata monarchia" (sic!).
    Per allora un consiglio: si batta sui progetti e sui programmi, non sullo screditamento e sull'annientamento dell'avversario. Ci creda, è una politica perdente.

Con i migliori saluti

Piacenza, 15 luglio 2003

Il segretario F.O.I.
Attanasio Mozzillo


Caro Attanasio, permettimelo,
così desidero rivolgermi nel ringraziarti per la replica al mio intervento, disposta in modo ferma ma educata e nello stile che ti riconoscevo ed apprezzavo. Questo lo devo evidenziare!
Non posso addentrarmi nel commento delle tue domande, perché la regola dell'Informatore Alato è quella di concedere la replica e non riproporre i seguiti che diventano immancabilmente personali e, purtroppo, il tuo non generalizza la questione evitando i temi che ho sollevato, mentre rivolge l'attenzione su questioni personali che meriterebbero approfondimenti per smentire con esempi e fatti le tue supposizioni.
Teniamoci dunque le diverse opinioni sulla Democrazia e ognuno si comporti secondo la propria coscienza, altri giudicheranno!
Affidandomi al buon cuore del Direttore mi permetto solo delle sintetiche risposte ai tuoi interrogativi.
Mi meraviglio delle perplessità sulle mie dimissioni e il mio ruolo in C.O.M. che, a questo punto, saranno oggetto di mie attenzioni future per non destare ulteriori strumentalizzazioni e inesattezze.
Non ultimo mi piacerebbe conoscere quale articolo dello Statuto C.O.M. non è stato interpretato per permettermi di conservare la nomina a Segretario Generale presso la Confederazione, ti invito a farlo conoscere.
E' un dovere per un Dirigente fare chiarezza e non insinuazioni! Precisando che non è vero che la Federazione mi ha nominato ma semplicemente candidato, quindi consenso e fiducia vanno indirizzate diversamente.
Mi preme anche confermare che ho sottoscritto il programma e, a differenza d'altri, mi sono dannatamente impegnato nei lavori senza riserve fino al 05. febbraio u.s., dopo tale data non ho condiviso i comportamenti e le diverse tesi sulla conduzione.
Le mie dimissioni sono chiare e precise, le pubblicherò e commenterò, non contestano il programma, al quale riservo ancora la massima attenzione ma la conduzione, a mio parere, in contrasto con gli impegni assunti.
Se le mie dimissioni sono motivate dal dissenso sulla conduzione non vedo il motivo per condividere quest'ultima.
Insoddisfazione? Su Amiens sicuramente tantissima, tanto da piangere per l'onta subita a danno della F.O.I., ma nessun rancore mi perseguita se non l'interesse verso la Federazione alla quale appartengo.
Se viceversa esistevano dei dubbi ed interrogativi bastava chiamarmi in Assemblea per spiegare a voi e ai Delegati, verso i quali mi ero impegnato, le ragioni e i fatti che mi hanno portato ad una simile decisione.
Per mia iniziativa non mi era permessa la partecipazione non avendone titolo dopo le dimissioni, mentre ne avete invitati tanti che, pur non avendo titolo, hanno concretizzato una “claque" a sostegno di una unica versione senza confronti. ﷓(questo sussurra il cittadino F.O.I.)﷓.
Perché avete accuratamente evitato la voce dei dissenso e opposizione? Poteva essere utile sentirla, analizzarla, discuterla e approfondirla sempre a favore della chiarezza e della ricerca delle soluzioni più utili alla Federazione.
Altro che assenze timorose di scheletri negli armadi. Chi non vuole aprire gli armadi e si arrampica sugli specchi divulgando barzellette?
La mancata chiarezza invece ha permesso commenti indipendenti gravidi di doverosa perplessità e prudenziali riserve sulla monotesi mentre, gli interventi dei giullari di turno e servili menestrelli (e) ﷓(nel dopo Assemblea)﷓ trasudano d'imprecisioni, delusioni, malessere e difficoltà.
Come ho già spiegato e ripetutamente sottolineato, non ho mai avuto nessuna ambizione di condurre né minoranze né maggioranze ma, come ho sempre detto e fatto, solo prestare la massima attenzione alla Federazione alla quale sono iscritto dal 1961 e lavorato per Lei in posizioni dirigenziali dal 1980.

Ti invio saluti e auguri di buon lavoro.

Giuliano Motta

P.S. Mi risulta che in Assemblea mi è stato accreditata la divulgazione della fotocopia di un documento riservato.
Devi sapere che non è stata una mia iniziativa e ciò mi dimostra che fra gli applausi vi era dell'opportunismo. Il vero responsabile era con voi e vigliaccamente mascherato!
Come vedi non è tutto oro quello che vi luccica attorno.

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