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F.O.I.: “NESSUN DORMA”!
di A.P.
Il Dr. Giorgio Costa, insieme a Giacomo Puccini naturalmente, ci perdoneranno l’utilizzo anche da parte nostra della parafrasi della romanza pucciniana, ma ci è sembrata estremamente appropriata per inquadrare subito l’argomento sul quale vorremmo qui esprimere qualche considerazione.
Il contributo del Dr. Carlo Pavone, apparso sul n. 5 di Maggio 2002 di “Italia Ornitologica”, oltre che essere una esposizione chiara, documentata e scientificamente analizzata di una grave malattia comparsa da oltre due anni negli allevamenti italiani (e non anche stranieri? Bisognerebbe appurarlo, anche per eventuali scambi di informazioni ed esperienze), è anche una testimonianza di coraggioso, civile e sensibile altruismo nel trattare – con una propria esperienza d’allevamento – un problema che, come ben sottolineato dal Dr. Costa, nella generalità del nostro ambiente viene affrontato con un malcelato senso di colpevolezza, un infamante disonore da tenere nascosto e segreto.
Dopo aver fatto una disamina della malattia ed aver esposto le sue esperienze, il Dr. Pavone termina la sua nota con una considerazione sul ruolo della Federazione in questo delicato frangente.
Condividiamo appieno quanto espresso dall’autore, poiché riteniamo che sia compito istituzionale della Federazione quello di intervenire direttamente nei casi in cui un argomento, di importanza così notevole e di interesse così generale, non possa essere affrontato dai singoli allevatori.
Non si può pubblicare un articolo su un argomento tanto rilevante e attuale e con una specifica richiesta di intervento da parte della Federazione, in modo asettico e distaccato, senza una riga di commento, come se fosse uno dei tanti argomenti informativi fine a se stessi.
Ripetiamo, condividiamo pienamente quanto espresso dal Dr. Pavone: è la F.O.I. che deve intervenire in questo frangente e in tempi brevi. E’ già tardi, sono già passati due anni, non si può rimandare ulteriormente!
Proprio perché la malattia è così sconosciuta è necessario attivare tutte quelle strutture, pubbliche e private, che possono dare un contributo scientifico specializzato ed adeguato, in termini di studio e di attrezzature, per la soluzione del problema.
La Commissione Scientifica Nazionale F.O.I., da poco costituita con ottima intuizione per operare in questo campo così specialistico, riteniamo debba essere interessata al più presto, al fine di intraprendere e coordinare tutte quelle iniziative che potranno portare ad una sperata soluzione del problema.
L’importante è operare subito, perché ogni ritardo può comportare danni notevoli a tutto l’ambiente ornitocolturale.
F.O.I.: “Nessun dorma”!
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