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GIUDICI: "REPETITA IUVANT"
di A.P.
Si avvicina il periodo delle mostre e, con altrettanta regolarità, ritorna il "problema giudici".
Perché "problema giudici"?
Perché, si sa, ogni anno il tema dei giudizi alle mostre è l'argomento che di gran lunga
occupa il maggior spazio nei discorsi e negli interventi di espositori, allevatori, stampa
specializzata e vertici istituzionali.
Sull'argomento giudici, per dirla con un luogo comune, si sono versati fiumi d'inchiostro
e si sono spese discussioni a non finire, però, a tutt'oggi, tutto - o quasi - è rimasto come
prima: i problemi sono quelli di prima, i sistemi di giudizio sostanzialmente quelli di prima,
le discordanze - apparenti o vere - quelle di prima, il clientelismo... quello di prima.
Certo, questi problemi non è che si possano risolvere dall'oggi al domani, con la
bacchetta magica; però bisogna continuamente tenerli presenti e cercare di affrontarli e
risolverli.
E allora proviamo a fare qualche considerazione per tener vivo un discorso che possa
cominciare a smuovere un poco quell'apparente immobilismo che di anno in anno si trascina
stancamente senza segnali di miglioramento.
Punto primo: cosa fa la F.O.I. in prima istanza (dal momento che la formazione e la
gestione dei giudici è un suo compito istituzionale) per migliorare la situazione?
Quali iniziative, quali proposte in questo indirizzo?
Al riguardo non ci risulta molto, per non dire nulla.
Punto secondo: Ordine dei giudici. Anche se questo è definito "Organo Tecnico esecutivo
della Federazione" è pur sempre un importante - l'unico - canale attraverso il quale,
o tramite il quale, potrebbero essere rappresentati alla Federazione i problemi ricorrenti e
che meriterebbero più considerazione, al fine di studiare eventuali interventi operativi di
correzione.
Non bastano, a nostro modo di vedere, le poche e quasi teoriche occasioni di
aggiornamento alle quali sono chiamati annualmente i giudici. Occorre un più sostanziale
programma di intervento operativo che traduca in pratica i suggerimenti e le proposte che
sicuramente emergono a fronte dei problemi che, in ultima analisi, sono quelli sopra
accennati.
La persona abilitata a giudicare va seguita costantemente, altrimenti non avrà mai
l'opportunità di completarsi, ma riproporrà sistematicamente i suoi errori dettati dalle
sue errate convinzioni di base che nessuno gli ha mai corretto.
Vorremmo ora riproporre qualche modesto suggerimento.
- Modificare l'Art. 8 del Regolamento generale Mostre togliendo il divieto per i giudici
nazionali e internazionali di giudicare anche nelle mostre di competenza regionale.
I motivi del divieto, che al momento della stesura dell'articolo in questione potevano
essere validi, ora sono anacronistici. Facciamo un semplice esempio: in Lombardia le mostre
di competenza regionale per la stagione mostre 2001 sono 14; i giudici regionali per la
specializzazione "Canarini di forma e posizione lisci" (ma questo vale anche per le altre
specializzazioni) sono solo 4. Se un allevatore decidesse di partecipare a 6-7 mostre,
quante volte "obbligatoriamente" (perché è materialmente impossibile che ciò non avvenga)
troverebbe lo stesso giudice per i suoi soggetti? E quale beneficio potrebbe trarre dal
giudizio dei suoi soggetti, da momento che - l'esperienza insegna - non avrà mai la stessa
valutazione da quel medesimo giudice in mostre diverse?
- Permettendo ai giudici nazionali e internazionali di operare insieme ai giudici
regionali si otterrebbe oltretutto un supporto indispensabile alla formazione tecnica dei
giudici regionali stessi, i quali da questa collaborazione trarrebbero un'esperienza e un
vantaggio che, in ultima analisi, si riverserebbe poi in modo positivo sul loro futuro
operato.
- Poiché l'impedimento principale all'effettuazione di mostre Federali è rappresentato
dal costo pesantissimo dei giudici, perché non rivedere da parte della federazione il
sistema di gestione finanziaria dei giudici stessi, trovando nuove forme di imputazione e
di distribuzione di detti oneri, magari utilizzando altre voci di bilancio o intervenendo
su eventuali sprechi ed eccessi di spesa?
- Giudizio a confronto. Anche se l'argomento è molto controverso, può essere un mezzo
per risolvere parzialmente il problema dei giudici.
Sono già stati da noi evidenziati - I.A. n.12 febbraio 1999 - i motivi che potrebbero
essere a favore di questo metodo di giudizio, però vale forse la pena di ricordarli:
- minori costi per i giudici a carico delle Associazioni,
- maggiore facilità di gestione dei giudici ,
- minore possibilità di giudizi discordanti dello stesso soggetto presentato a
mostre diverse, anche se il giudice è il medesimo,
- maggior obiettività di giudizio che un confronto può sempre consentire.
Ci sembra di aver rimosso un poco le acque e ci aspettiamo che qualcosa cambi, anche perché
in tutte le cose non bisogna mai fermarsi sulle posizioni acquisite, ma cercare sempre di
andare avanti per trovare soluzioni e risultati migliori.
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