L'Informatore Alato

Settembre 2001, gli Articoli on WEB:


GIUDICI: "REPETITA IUVANT"
di A.P.

Si avvicina il periodo delle mostre e, con altrettanta regolarità, ritorna il "problema giudici". Perché "problema giudici"?
Perché, si sa, ogni anno il tema dei giudizi alle mostre è l'argomento che di gran lunga occupa il maggior spazio nei discorsi e negli interventi di espositori, allevatori, stampa specializzata e vertici istituzionali.
Sull'argomento giudici, per dirla con un luogo comune, si sono versati fiumi d'inchiostro e si sono spese discussioni a non finire, però, a tutt'oggi, tutto - o quasi - è rimasto come prima: i problemi sono quelli di prima, i sistemi di giudizio sostanzialmente quelli di prima, le discordanze - apparenti o vere - quelle di prima, il clientelismo... quello di prima.
Certo, questi problemi non è che si possano risolvere dall'oggi al domani, con la bacchetta magica; però bisogna continuamente tenerli presenti e cercare di affrontarli e risolverli.
E allora proviamo a fare qualche considerazione per tener vivo un discorso che possa cominciare a smuovere un poco quell'apparente immobilismo che di anno in anno si trascina stancamente senza segnali di miglioramento.
Punto primo: cosa fa la F.O.I. in prima istanza (dal momento che la formazione e la gestione dei giudici è un suo compito istituzionale) per migliorare la situazione? Quali iniziative, quali proposte in questo indirizzo?
Al riguardo non ci risulta molto, per non dire nulla.
Punto secondo: Ordine dei giudici. Anche se questo è definito "Organo Tecnico esecutivo della Federazione" è pur sempre un importante - l'unico - canale attraverso il quale, o tramite il quale, potrebbero essere rappresentati alla Federazione i problemi ricorrenti e che meriterebbero più considerazione, al fine di studiare eventuali interventi operativi di correzione.
Non bastano, a nostro modo di vedere, le poche e quasi teoriche occasioni di aggiornamento alle quali sono chiamati annualmente i giudici. Occorre un più sostanziale programma di intervento operativo che traduca in pratica i suggerimenti e le proposte che sicuramente emergono a fronte dei problemi che, in ultima analisi, sono quelli sopra accennati.
La persona abilitata a giudicare va seguita costantemente, altrimenti non avrà mai l'opportunità di completarsi, ma riproporrà sistematicamente i suoi errori dettati dalle sue errate convinzioni di base che nessuno gli ha mai corretto.
Vorremmo ora riproporre qualche modesto suggerimento.

  1. Modificare l'Art. 8 del Regolamento generale Mostre togliendo il divieto per i giudici nazionali e internazionali di giudicare anche nelle mostre di competenza regionale.
    I motivi del divieto, che al momento della stesura dell'articolo in questione potevano essere validi, ora sono anacronistici. Facciamo un semplice esempio: in Lombardia le mostre di competenza regionale per la stagione mostre 2001 sono 14; i giudici regionali per la specializzazione "Canarini di forma e posizione lisci" (ma questo vale anche per le altre specializzazioni) sono solo 4. Se un allevatore decidesse di partecipare a 6-7 mostre, quante volte "obbligatoriamente" (perché è materialmente impossibile che ciò non avvenga) troverebbe lo stesso giudice per i suoi soggetti? E quale beneficio potrebbe trarre dal giudizio dei suoi soggetti, da momento che - l'esperienza insegna - non avrà mai la stessa valutazione da quel medesimo giudice in mostre diverse?
  2. Permettendo ai giudici nazionali e internazionali di operare insieme ai giudici regionali si otterrebbe oltretutto un supporto indispensabile alla formazione tecnica dei giudici regionali stessi, i quali da questa collaborazione trarrebbero un'esperienza e un vantaggio che, in ultima analisi, si riverserebbe poi in modo positivo sul loro futuro operato.
  3. Poiché l'impedimento principale all'effettuazione di mostre Federali è rappresentato dal costo pesantissimo dei giudici, perché non rivedere da parte della federazione il sistema di gestione finanziaria dei giudici stessi, trovando nuove forme di imputazione e di distribuzione di detti oneri, magari utilizzando altre voci di bilancio o intervenendo su eventuali sprechi ed eccessi di spesa?
  4. Giudizio a confronto. Anche se l'argomento è molto controverso, può essere un mezzo per risolvere parzialmente il problema dei giudici.
    Sono già stati da noi evidenziati - I.A. n.12 febbraio 1999 - i motivi che potrebbero essere a favore di questo metodo di giudizio, però vale forse la pena di ricordarli:
    1. minori costi per i giudici a carico delle Associazioni,
    2. maggiore facilità di gestione dei giudici ,
    3. minore possibilità di giudizi discordanti dello stesso soggetto presentato a mostre diverse, anche se il giudice è il medesimo,
    4. maggior obiettività di giudizio che un confronto può sempre consentire.
    Ci sembra di aver rimosso un poco le acque e ci aspettiamo che qualcosa cambi, anche perché in tutte le cose non bisogna mai fermarsi sulle posizioni acquisite, ma cercare sempre di andare avanti per trovare soluzioni e risultati migliori.

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