L'Informatore Alato

Novembre 2008, gli Articoli on WEB:


L'EPOPEA DELLA CORSA ALL'ORO…
di Dario Sironi

Parliamo ancora di Mostre Ornitologiche sperando che lo sia per l’ultima volta.
calo medio verificato negli ingabbi delle manifestazioni avvenute nella nostra Regione nell’attuale stagione mostre è stato del 15%, dato ufficiale reso pubblico in occasione della Riunione di Raggruppamento tenutasi a Brescia in occasione del Campionato Regionale Lombardo, verificato quasi esclusivamente per quanto riguarda i canarini di colore.
La causa: la mancanza della premiazione in oro. Questa è stata la motivazione addotta dal Relatore nella persona del Presidente di Raggruppamento e, come riferitomi, avallata per totale assenza di contraddittorio dai Presidenti delle Associazioni presenti.
Viene a questo punto spontaneo chiedersi dove vivono ed in che epoca i nostri rappresentanti; facile e comoda la conclusione a cui questi Signori sono giunti senza alcuna preoccupazione di prendere in esame ipotesi diverse.
Da queste pagine ed oramai da alcuni anni andiamo sostenendo che la tradizionale Mostra Ornitologica che ogni Associazione si sente in dovere di organizzare a fatto il suo tempo e non risponde alle aspettative che l’espositore si attende.
E’ proprio dall’’analisi di queste aspettative e dalla valutazione delle sue motivazioni che dobbiamo quindi partire per ricostruire un qualcosa di diverso.
Correndo il rischio di dover ripetere quanto già precedentemente espresso ripassiamo ad analizzare il nostro personaggio. Due sono fondamentalmente le categorie dei nostri “clienti”: l’allevatore principiante e quello con maggior esperienza, entrambi portatori di esigenze diverse.
Nella consapevolezza di non poter aspirare a risultati vincenti il giovane richiede la possibilità di capire come fare per distinguere un soggetto valido attraverso una visione visiva e diretta confrontando; si aspetta inoltre una valutazione del proprio lavoro resa da persone esperte. Alla prima esigenza e, salvo rare eccezioni, il sistema di esposizione con soggetti non raggruppati per categorie uniche richiede all’osservatore di essere in possesso di una memoria fotografica eccezionale dovendosi spostare da un punto ad un altro del padiglione mostra; per la seconda esigenza il cartellino di giudizio non sempre offre le opportune garanzie di una giusta interpretazione di quello standard che il nostro giovane allevatore ha appreso a memoria dai libri specializzati in suo possesso.
Recenti esperienze hanno dimostrato come sia stato molto gradito da espositori neofiti avere avuto la possibilità di colloquiare con il giudice alla fine di una sessione di giudizio espletato nella forma di confronto e pur in totale assenza della famigerata scheda.
Sempre a proposito di giovani allevatori qualcuno si è mai chiesto se il calo nelle esposizioni dei canarini di colore, pur essendo questa categoria la chiave di ingresso nel nostro mondo Ornitologico in particolare non sia dovuto anche all’alto costo raggiunto per l’acquisto di soggetti validi da porre in riproduzione. La storia ci insegna che quando in una razza il costo di ingresso risulta troppo oneroso, il suo interesse cala inesorabilmente e progressivamente e di conseguenza anche la sua esposizione.
L’esempio del “Parigino”, una volta molto allevato soprattutto nella nostra Brianza ed ora quasi scomparso è abbastanza significativo.
Altre sono le esigenze espresse da un allevatore esperto che al pari non trovano debita soddisfazione.
In primo luogo la possibilità di valutare il livello raggiunto dai propri soggetti, cosa che viene resa possibile dal verificarsi di due condizioni: un buon numero di soggetti esposti nella categoria e la suddivisioni dei soggetti in un numero maggiore di categorie per la stessa razza al fine di consentire un confronto fra soggetti omogenei ed inoltre, anche in questo caso una debita allocazione. Mostre con pochi soggetti esposti per ogni singola razza non appagano questa esigenza; esse risultano invece particolarmente allettanti per quei pochi che addirittura sperano che i loro siano gli unici soggetti esposti a garanzia di accaparrarsi qualche grammo d’oro.
Se ammettessimo che debba essere l’oro a pagare i sacrifici di un bravo allevatore allora saremmo proprio conciati maluccio.
Gestire un allevamento in termini economici si stà rivelando un vero e proprio investimento visto il crescente aumento dei prodotti impiegati ed avere la possibilità di poter recuperare una parte dei costi sostenuti diventa a tal fine sicuramente allettante l’opportunità che deriva di poter cedere l’esubero della produzione quale conseguenza diretta di un buon piazzamento. Facile dedurre che tanto più importante sarà la manifestazione quanto più ampio risulterà il possibile mercato. Su queste due esigenze, i successi ottenuti dalle esposizioni di Bologna per quanto riguarda la prima e di Reggio Emilia per la seconda ne confermano la validità interpretativa.
Se vogliamo prendere atto della realtà dei tempi queste sono le vere motivazione del calo di ingabbi di cui sono veramente vittime le nostre manifestazioni e di conseguenza il nostro mondo in generale.
La strada sin qui percorsa ha fatto il suo tempo e se vogliamo che si salvino le associazione ma non gli associati allora continuiamo pure su questo cammino.
Se invece crediamo che “WE CAN DO IT” (possiamo farcela) allora diamoci presto da fare.

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