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CANARICOLTURA: UN HOBBY VIETATO AI MINORENNI?
di Marino Riva
Leggendo l’intestazione, non vorrei che qualcuno (ma chi?) si facesse prendere dal panico
pensando ad un nuovo decreto recentemente emanato dalla F.O.I. riguardante i giovani,
che si apprestano ad intraprendere la strada dell’ornicoltura.
Stiamo tranquilli, allevare canarini è permesso dal primo anno di vita, però non si
riesce a capirne il perché venga snobbato dai giovani.
Le epoche cambiano. A noi allevatori di una certa età, questa passione ci è stata
trasmessa dai nostri padri o da qualche parente.
Ora siamo nel terzo millennio, i giovani difficilmente seguono le orme dei propri
genitori, hanno altro per la mente, preferiscono hobby meno impegnativi.
Una grande percentuale di questi è orientata sui computer.
Non posso dar loro torto, un computer non mangia, non beve, non sporca e soprattutto,
al contrario dei canarini, non muore (al massimo si prende un virus).
All’interno dell’A.O.M., noto ogni anno diverse defezioni di allevatori che cessano
l’attività per vari motivi, però puntualmente vengono rimpiazzati da nuovi soci e con gran
perplessità, ho constatato che raramente tra questi c’è un giovane; generalmente sono
persone in età già matura. Il fatto è preoccupante in tutti i sensi.
Io, da vicepresidente A.O.M., mi presto a varie mansioni affinché tutto proceda nel
migliore dei modi per il bene della società e lo faccio volentieri perché siamo un gruppo
compatto ed affiatato, dal presidente a tutti i consiglieri, però la mancanza dei giovani
si sente.
L’A.O.M. dal canto suo non può certo sobbarcarsi la colpa: infatti, ha cercato in
diversi modi di avvicinare i ragazzi all’ornicoltura entrando nelle scuole e negli oratori
di alcuni paesi ma con scarsi risultati.
È giusto informare tutti quei soci che sono tali solo per gli anelli,
che far funzionare una società non è così facile come sembra. In molti non si pongono
questo problema perché è sempre andata avanti, però in passato eravamo tutti piuttosto
giovani, pronti a rimpiazzare i dimissionari.
Ora il futuro non è certo roseo, proprio per la mancanza di quei giovani che esprimono
nuove idee e che, soprattutto, danno garanzia per guardare avanti.
L’A.O.M. attualmente è ben piazzata: ha un buon Consiglio Direttivo ed i consiglieri
hanno ognuno le proprie mansioni da svolgere e lo fanno in modo impeccabile.
Io vorrei far capire ai lettori che, nel Consiglio, siamo quasi tutti pensionati,
tranne qualcuno cui poco manca, e qui il mio stato d’animo è leggermente preoccupato se
penso alla mostra.
Infatti sono già tre anni che dobbiamo ricorrere ai facchini per la mancanza di
personale (e qui casca l’asino). Se i giovani non ci sono, oppure non possono lasciare il
lavoro, i pensionati dove sono?
Con l’allestimento ce la caviamo bene perché abbiamo tre serate a disposizione e
siamo coadiuvati da alcuni soci che ci danno una mano mentre, il "dopo mostra",
si fa problematico per il fatto di dover smontare tutto la sera stessa e il lunedì entro il
mezzogiorno.
Tutto questo dopo un’intera settimana stressante.
Io mi chiedo:
- è possibile che una società debba ricorrere ai facchini (pagati profumatamente)
avendo a disposizione quasi cinquecento soci?
Io personalmente, ho la coscienza a posto, ho sempre dato il mio appoggio alla ex
Corona Ferrea ed anche dopo la fusione con la S.A.C.O.M. non mi sono mai tirato indietro.
Non vorrei farmi dei nemici per qualche polemica da me citata, mi sentivo solo un
po’ deluso e così ho espresso le mie opinioni per non tenermele dentro.
Spero che qualcuno accolga questo mio appello per il prossimo anno e che qualche
giovane faccia mente locale riguardo ai problemi qui sopra riportati.
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