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Il "FOIESE...
di A.P.
Tempo fa, per qualificare un certo tipo di linguaggio, del dire e non dire,
del dire una cosa per farne intenderne un’altra e così via, si diceva "parlare in Violese",
riferendosi ad un ex-presidente della Società calcistica ROMA, ora scomparso.
Ora, mutati i tempi, si potrebbe dire "parlare in Foiese", proprio per identificare una
simile situazione tra F.O.I. e Associazioni.
Ci riferiamo, in particolare, alla risposta del Consigliere Federale Giuliano Motta ad
una lettera del Sig. Angelo De Lucia, risposta pubblicata sul mensile
- (?), da Giugno a Settembre è uscito solo 2 volte -
"Italia Ornitologica" n. 8-9 Agosto-Settembre 2001.
Il Sig. De Luca, tra l’altro, aveva posto una domanda in relazione alla forma e
al diametro dei posatoi adottati alle mostre per alcune razze inglesi.
Motta, prima di rispondere al quesito citando una "direttiva" C.T.N.-C.F.P.L. scaturita
dalla riunione di quest’ultima del 4 marzo 2000, si premura di evidenziare in grassetto:
"Attenzione non esistono obblighi sanzionabili!", e prosegue:
"Le direttive della C.T.N.-C.F.P.L. sul tema sono indicative...".
D’accordo, non esistono obblighi sanzionabili, tuttavia come si faccia a capire che le
"direttive" della C.T.N.-C.F.P.L. sono "indicative" noi non siamo proprio riusciti a capirlo,
tant’è che la nostra Associazione, quando è pervenuta la "direttiva" in questione -
che ricalca quanto contenuto nel verbale relativo alla citata riunione del 4 marzo 2000 -
si è subito attivata per eseguire quanto "consigliato".
Non è per giocare sui termini, però proviamo a prendere in esame queste considerazioni e
poi vediamo se la nostra perplessità possa o no essere fondata.
- Cominciamo con le parole "direttiva" e "indicativa" citate da Motta.
"Direttiva", etimologicamente significa: "Ciascuna delle norme impartite da
un’autorità sulla condotta... da seguire".
"Indicativo", invece, sempre etimologicamente, significa "destinato a fornire una
indicazione sommaria od orientativa".
Una bella differenza! Una "direttiva indicativa" è un po’ una contraddizione,
un controsenso, un’antinomia.
- Prendiamo poi in considerazione il verbale della C.T.N.-C.F.P.L. del 4.3.2000.
Premesso che nell’O.d.G. - al punto 4 - è riportato:
Definizione e misura dei posatoi,
in un passo recita: "... si DECIDE intervenire immediatamente al fine DI DARE UNA NORMATIVA
CHIARA che stabilisca forma e misura dei posatoi per ogni singola razza ED ANCHE
I COMPORTAMENTI DA TENERE IN CASO DI CONTROVERSIA".
Continua il verbale: "... si DECIDE DI RITENERE NON IDONEI TUTTI I POSATOI che
... e si stabilisce di definire la seguente PROPOSTA ...".
E più oltre: "In caso di POSATOI NON CONFORMI si dispone che può essere consentita
all’espositore la SOSTITUZIONE degli stessi CON ALTRI in suo possesso SE REGOLAMENTARI".
E qui viene da osservare il "Foiese", essendo la C.T.N.-C.F.P.L. organo tecnico
della F.O.I.
Ecco, l’un punto coniuga, in un contesto di contraddizione,
termini "si decide... , la proposta..." - tra di loro antitetici, così come già sottolineato
al punto a): decidere presuppone una norma, proporre, invece, rinvia a un suggerimento.
- Ed infine il comportamento dei Giudici al riguardo. A conferma della nostra
interpretazione sulla obbligatorietà di una tale "direttiva" sta il fatto che i Giudici che
hanno giudicato alle mostre in Lombardia, quando hanno riscontrato posatoi
"non regolamentari... " e cioè sempre, per quanto a nostra conoscenza,
tranne che per la mostra della nostra Associazione in cui i posatoi erano tutti
"regolamentari... " lo hanno segnalato nei loro verbali.
In conclusione a questa chiacchierata vorremmo mettere in evidenza il nostro intento che
non è quello della polemica fine a se stessa, ma un "invito", una "indicazione" - non una
"direttiva" - alla F.O.I. ad essere più chiara e lineare nei rapporti con le sue
Associazioni, che hanno bisogno di regole e norme perfettamente intelligibili e senza
possibilità di interpretazioni varie.
E soprattutto norme che siano attuabili, dal momento che quella sui posatoi - norma o
suggerimento che dir si voglia - a nostro parere non poteva essere eseguita che da
pochissime Associazioni, dato il sistema d’ingabbio delle mostre che, nella generalità dei
casi, non prevede, al momento attuale, l’ingabbio "per categoria". Poiché alcune gabbie
possono essere utilizzate indifferentemente per più razze, era impensabile poter adempiere
a tale "suggerimento" se non adottando iniziative che, di fatto, avrebbero bloccato
l’operatività dell’ingabbio.
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