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IL CLUB DI SPECIALIZZAZIONE Una realtà poco conosciuta
di Dario Sironi
Un prisma con molteplici sfaccettature è quanto attualmente si disegna all’interno della nostra Federazione che nella sua unicità raggruppa diverse realtà ornitoculturali che in termini di specie e razze appassionano gli amatori del mondo degli uccelli e che in essa ritrovano il giusto punto di riferimento a tutte le problematiche di comune interesse portate all’attenzione generale in forma piramidale con a base le Associazioni poi i Raggruppamenti regionali ed infine, al suo culmine, le istituzioni Federali.
Se tutto questo è utile ed indispensabile sotto l’aspetto giuridico ed organizzativo è probabilmente non sufficiente ad appagare quella fame di conoscenze specifiche e specialistiche di ogni singola specie ornitologica dal momento che molti di noi allevatori abbiamo sentito la necessità di creare forme associative quali sono i CLUB DI SPECIALIZZAZIONE che, nell’ambito della stessa Federazione potessero svolgere forme collettive di approfondimento e studio nell’allevamento di particolari specie o razze ornitologiche.
Per dovere di sincerità storica va segnalato che nelle intenzioni dei precursori fondatori di alcuni di questi club fu inizialmente presente, anche se mai apertamente dichiarata, una certa forma di contrapposizione nei confronti di alcuni Organi Federali quali l’Ordine dei Giudici e le varie Commissioni Tecniche per le delibere che venivano a volte prese in netto contrasto con le aspettative, ma soprattutto in totale assenza di confronto tecnico.
Fortunatamente, grazie alla buona volontà di confronto espressa da ambo le parti, con il trascorrere degli anni questi contrasti si sono appianati e recentemente, con la formulazione ed approvazione di un Regolamento dei Club di specializzazione essi hanno raggiunto una legittimazione sostanziale per le questioni di aspetto tecnico scientifico.
Nei maggiori manuali di ornitologia viene ripetutamente espresso il concetto, del resto del tutto logico, che solo attraverso la specializzazione si raggiungono obiettivi a volte impensabili o addirittura considerati utopistici.
Un Club serve appunto principalmente a questo scopo.
Da anni le più importanti ed innovative scoperte scientifiche scaturiscono da un lavoro di gruppo e non più, come avveniva nel passato da un lavoro individuale. Anche nel nostro mondo ornitologico questo sistema di lavoro deve ritrovare una debita applicazione e poiché formare gruppi omogenei nelle singole Associazioni risulterebbe estremamente limitativo, ecco la necessità di disporre di un’aggregazione molto più ampia sia in termini numerici che territoriali.
Imporre per normativa uno ed un solo Club per la stessa specializzazione deve quindi essere vista non certo come forma dittatoriale di limitazione nella libertà di associazione, ma come strumento indispensabile alle finalità di studio proposte, e questo anche al di là di possibili e futili umani motivi di contrasto fra i componenti, atteggiamenti questi che stimolano spesso la nascita di egoistici doppioni.
Come in una ricerca scientifica, a nulla contano i risultati raggiunti qualora non resi di pubblica utilità, (le riviste specialistiche ne sono un valido esempio) deve costituire dovere istituzionale di ogni singolo Club rendere pubblico il frutto di ogni ricerca condotta e quindi sia la pubblicazione di un manuale illustrativo della specie ornitologica rappresentata che un periodico aggiornamento sul lavoro collettivamente svolto deve essere strumento indispensabile di comune conoscenza destinata in prima istanza agli stessi Soci ma anche a quanti vi ritrovino particolare interesse.
I moderni mezzi di comunicazione, siano essi di carattere tipografico che mediale, consentono una forma economicamente accettabile di divulgazione.
La nostra stessa Federazione da tempo ci sollecita in questo senso offrendo la possibilità di disporre di alcune pagine della Rivista Ufficiale a tale scopo.
Con la partecipazione da una mostra ornitologica un buon allevatore estimatore della razza porta i propri soggetti oltre che per entrare in sportiva competizione con altri allevatori anche e soprattutto per poter confrontare i risultati raggiunti.
Poiché il confronto fra soggetti, che pur appartenendo alla stessa specie, costituisce un valido strumento allo scopo solo qualora esso possa essere svolto con soggetti fra loro omogenei raggruppati in sotto categorie, e non avendo ne la pretesa ne la possibilità di ritrovare tale condizione in una normale mostra, la collaborazione di un Club di specializzazione nell’organizzazione di una manifestazione, inserendo le sottocategorie e incrementando così il numero dei soggetti esposti potrebbe risultare la soluzione ottimale.
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