L'Informatore Alato

Giugno 2007, gli Articoli on WEB:


LA BOTTE PIENA E LA MOGLIE UBRIACA
di Dario Sironi

Dell’Assemblea Generale delle Associazioni 2007 abbiamo già fornito un’ampia documentazione degli argomenti discussi nel nostro ultimo numero ma dalle discussioni scaturite riteniamo opportuno un approfondimento almeno di quel tema che più di altri, seppur non meno importanti, ha attirato la maggior attenzione.
Ci riferiremo in particolare alla proposta di variazione del sistema di giudizio
Dalla lettura della Relazione del Presidente al capitolo Giurie e Giudici si ricava una certa preoccupazione espressa per quanto attiene il costo gravante sul bilancio generale e la conseguente necessità di trovare soluzioni atte a ridurne la portata. Si dà pure atto che anche per le singole Associazioni organizzatrici della manifestazione il ‘dovere’ di ospitalità’ da dedicare al giudici comporta un onere eccessivo da sostenere proprio in considerazione del fatto che, diversamente a quanto avveniva in passato con l’utilizzo di giudici pressoché locali, nella passata stagione mostra si sono spesso visti assegnare giudici scelti a livello nazionale con il conseguente incremento delle spese di soggiorno. Con tali premesse è stata formulata una proposta sperimentale tesa a variare il sistema di giudizio trasformando la valutazione con un metodo a confronto e conseguente limitazione del numero dei giudici impegnati: le spese diminuiscono e l’obiettivo di limitazione dell’onere finanziario potrà essere raggiunto; non dobbiamo dimenticare però con quali conseguenze sulle aspettative dell’espositore.
Più volte abbiamo espresso il nostro pensiero al riguardo e l’occasione ci impone di tornare ad analizzare le due tipologie di espositore che dobbiamo considerare poiché, in quanto destinatario e finanziatore della manifestazione, le sue attese diventano l’obiettivo finale.
Uno degli aspetti negativi delle nostre manifestazioni è quello di non fare assoluta distinzione al riguardo proprio quando, per assurdo, si pongono sullo stesso livello competitivo ‘giocatori’ di categorie differenti.
All’allevatore esperto, magari lui stesso Giudice ufficiale della categoria a cui appartiene il soggetto esposto, poco o nulla importa la compilazione della scheda di giudizio; al concorso costui arriva con i soggetti migliori già da lui scelti e il suo obiettivo finale è quello di misurarsi con altre realtà a pari livello. Questo è dimostrabile in diverse occasioni quando per esempio terminata la manifestazione non pochi cartellini di giudizio vengono lasciati appesi alle gabbie. Un esempio più eclatante di questo tipo di espositore è offerto dalla manifestazione organizzata a Bologna per le razze inglesi che vede tutti gli anni aumentare il numero di partecipanti pur in assenza di cartellini di giudizio.
Strumento non indispensabile per alcuni, diventa però necessario per coloro che esperti non lo sono e la lettura delle singole voci costituisce strumento didattico di apprendimento.
A questo punto dobbiamo però chiederci se la compilazione della scheda raggiunge le finalità per la quale viene stilata e l’esborso della quota di iscrizione del soggetto corrisponda o meno alla remunerazione di una prestazione professionale richiesta al giudice.
Diventa allora indispensabile valutare la figura del giudice sia sotto l’aspetto della professionalità che della possibilità che gli sia offerta di poterla esprimere appieno. Nella nostra esperienza al riguardo possiamo affermare che proprio per le motivazioni in argomento, annualmente è sempre maggiore il numero dei soggetti sui quali esprimere il giudizio nello spazio di poche ore e pertanto diventa sempre più difficoltoso ottemperare pienamente all’obbligo richiesto. Questo non significa certamente che i giudizi sono espressi in forma errata ma sicuramente lo sono in forma incompleta con il passare delle ore della giornata. Al fine di ottemperare alle esigenze di ‘concorso’, nel senso di scegliere i migliori soggetti presenti si utilizza una certa forma di confronto con la selezione dei migliori per i quali si dedica massima e puntuale attenzione alla compilazione dei cartellini di giudizio; per i soggetti restanti si cercano i difetti maggiori che sono appunto espressi con penalità alla voce corrispondente ma non si ha la possibilità di ben valutare particolari pregi dando in tal modo all’espositore una informazione incompleta.
n questa visione della realtà una proposta ci sembra possa essere poco accettabile vale a dire l’indicazione sul cartellino di giudizio del solo punteggio finale.
Le possibili soluzioni del resto abbastanza ovvie rimangono pertanto quelle di diminuire il numero dei soggetti da giudicare per ogni giudice e quindi consentire una completa valutazione per ogni singolo soggetto posto in esame indipendentemente dal fattore costo giudici o, in alternativa ed al fine di ottemperare alle diverse esigenze dell’espositore di meglio definire la manifestazione caratterizzandola in alternativa sotto l’aspetto di puro concorso o di manifestazione didattica.
Del resto, come tutti sanno, non è possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca.

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