L'Informatore Alato

Giugno 2005, gli Articoli on WEB:


LE CATEGORIE A CONCORSO
di Dario Sironi

La stagione mostre 2005 è alle porte e con il dovuto anticipo le Asso-ciazioni organizzatrici dei concorsi si apprestano alla loro preparazio-ne.
Fra le varie problematiche oggetto di discussione, l’argomento riguar-dante le categorie da porre a concorso purtroppo viene sempre poco considerato e viene adottato, nella quasi generalità di casi, fatte salve poche e rare eccezioni, quello proposto come minimo necessario dagli Organi Federali.
Dalla lettura dei dati statistici che annualmente la Federazione pubblica riguardanti le varie Manifestazioni, si rileva come la categoria del co-lore sia quella numericamente predominante raccogliendo la maggio-ranza degli espositori e questo porta ad una riflessione sulle motivazioni che ne sono all’origine.
La prima e la più logica motivazione porta a considerare che il canarino di colore sia quello preferito dalla maggioranza degli allevatori ma se è vero che i concorsi si fanno anche per vincere oltre che per confrontar-si, cosa quest’ultima che dovrebbe essere nella logica di un vero ed ap-passionato allevatore, sicuramente la maggior probabilità di vittoria si ha in presenza del maggior numero di categorie e questo è proprio il ca-so del colore.
Da ciò si deduce facilmente che le categorie a concorso siano il presup-posto necessario per lo sviluppo e la divulgazione di una razza.
L’esperienza portata dai Clubs di specializzazione che nelle loro rasse-gne ampliano le categorie in rapporto a quelle peculiarità fenotipiche del soggetto esposto che, pur essendo indispensabile in allevamento e quindi da tenere in doverosa considerazione, risulta essere sempre per-dente dimostra come il numero di soggetti esposti sia comunemente molto superiore alla media in presenza di un confronto fra soggetti ad “armi pari”
Nei forma e posizione lisci ad esempio, mettere a confronto un Lizard con calotta netta ed uno a calotta spezzata tutti sappiamo che a parità di punteggio nelle altre caratteristiche il secondo risulta perdente; al pari sappiamo essere norma corretta accoppiare un calotta netta con un ca-lotta spezzata per ottenere lo standard della calotta netta. Altro esempio classico lo rileviamo sul piumaggio del Gloster dove il corona brinato risulta sempre vincente sull’intenso. Per molte delle razze di forma e posizione viene addirittura generalmente ammessa una sola categoria .
Giustamente le categorie ufficiali sono e devono essere stabilite dagli Organi Federali competenti ed utilizzate nelle manifestazioni di eccel-lenza ma come tutti sappiamo nessuno ha mai vietato la possibilità di un allargamento delle categorie nei normali concorsi. Questo per consenti-re come detto sopra anche la partecipazione di soggetti non vincenti ma indispensabili contribuendo ad un maggior numero di esposizioni con indubbio vantaggio sia agli espositori che al bilancio della manifesta-zione.
Viene a questo punto spontaneo il chiedersi come mai questo non av-viene.
La risposta la si trova in quella stramaledetta abitudine di premiare ogni categoria a concorso con costosi premi (medaglie che devono per forza essere in metallo prezioso pena la non partecipazione degli allevatori come molti sostengono) che porta ad aggravare, e non di poco, i sempre scarsi bilanci.
Rassegnarsi alla realtà attuale non porta sicuramente a migliorare la si-tuazione; possibile e migliorativa potrebbe essere una soluzione di man-tenere invariata la cattiva abitudine del metallo prezioso riservandolo unicamente alle categorie ufficiali che costituiranno la sintesi di eccel-lenza delle varie sotto categorie che si vorranno mettere a concorso, de-stinando ai vincenti di queste ultime delle bellissime coccarde ed atte-stati di riconoscimento che i Clubs di Specializzazione, qualora debita-mente coinvolti, potrebbero offrire.
Il Club del Lizard, al quale orgogliosamente appartengo, già nella scor-sa stagione ed in collaborazione con le Associazioni locali si è fatto promotore di iniziative simili con ottimi risultati sia per numero di sog-getti esposti che per allevatori coinvolti non ultimo un buon incremento dei propri iscritti a dimostrazione della validità di quanto sopra esposto.
A proposito di Club è doveroso precisare che l’eventualità del loro coinvolgimento è condizione utile ma non certamente indispensabile; recentemente si è verificata, ma subito risolta, qualche piccola incom-prensione sull’interpretazione di un allargamento delle categorie erro-neamente definita come rassegna di specializzazione che invece deve intendersi, secondo le normative recentemente approvate, di specifica competenza del Club.

Torna all'indice


Copyright © 1999-2005 by A.O.M., All rights reserved.
Webmaster: Angelo Fumagalli  

 
Home A.O.M.
Informatore Alato
Mostra Ornitologica
Pre-Cove
Notiziario
WorldLingo - Translation, Localization, Globalization WorldLingoTMClick for translation