L'Informatore Alato

Giugno 2002, gli Articoli on WEB:


LA "NUOVA" F.O.I.
di A.P.

Non è che la F.O.I. sia "nuova": il titolo, già del resto usato o forse abusato, è solo un eufemismo propedeutico alla proposizione di un argomento che, alla luce delle "nuove" regole statutarie, effettivamente suggerisce "nuove" considerazioni e "nuove" prospettive.
La modifica dello statuto, approvata qualche anno fa ma entrata in vigore solo nel 2001 ed ora applicata per la prima volta, ha una valenza di significato che potremmo definire - ci si passi l’iperbole - polisemantica, quasi a doppio taglio.
Il confronto con la situazione precedente, da un lato potrebbe portare un indubbio positivo cambiamento a rimedio di certe insostenibili stati di conflitto che si creavano - in seno al Consiglio Direttivo - con elezioni di singoli consiglieri.
Dall’altro lato, però, potrebbe forse favorire una certa, come dire, "condizione di dominanza", col pericolo di un’esclusione di fatto della possibilità di manifestazione di qualsiasi dissidenza, opposizione, confronto.
Inoltre, le prime elezioni del Consiglio Direttivo F.O.I., avvenute nello scorso Aprile con le regole del nuovo Statuto, hanno evidenziato una mancanza di alternative - dovute ad una evidente posizione di intrinseca predominanza di una lista, l’unica del resto in ballottaggio e forse per questo unica - che non ha permesso una scelta, ma ha solo proposto un consenso o un diniego, svisando in certo qual modo lo spirito delle nuove norme.
Questo stato di cose, dà effettivamente una possibilità in più all’Organo Direttivo di perseguire le sue finalità dichiarate - non dovendo disperdere le sue energie nella sterile ricerca di una unità operativa; nel contempo però forse non può avere una visione a 360 gradi della situazione, dal momento che il contraddittorio viene ad essere praticamente annullato dalla mancanza di una rappresentatività teoricamente opposizionale.
Da ciò deriva una importante conclusione: ora non ci sono più scuse che giustifichino eventuali inadempienze nel raggiungimento degli obiettivi proposti.
Gli uomini ci sono e sono quelli scelti preventivamente; il consenso è stato ottenuto, e con grande fiducia; posizioni depistanti o frenanti non se ne dovrebbero presentare, salvo eventuali "tradimenti giudaici": ora tutti ci aspettiamo di vedere risultati certi e realizzazioni pratiche, attese da tempo.
Cosa ci aspettiamo in particolare dalla "nuova" F.O.I.?
Forse è venuto il momento di dare una risposta, in positivo, alle domande, per qualche verso inquietanti, poste dal Presidente Cirmi nella sua relazione all’Assemblea Generale delle Associazioni del 2001.
Certo, non è che ora si possano risolvere tutti i problemi, come per incanto: la bacchetta magica non ce l’ha nessuno:
Però qualcosa di concreto è naturale che dobbiamo aspettarcelo.
Fra le tante cose ci permettiamo di sottolinearne alcune che, a nostro modo di vedere, rappresentano delle aspettative ormai improrogabili: talune sono state citate espressamente dal Presidente Cirmi nella sua relazione programmatica di presentazione della sua lista, altre invece ci sembrano altrettanto meritevoli della sua attenzione:

  • chiarezza nelle norme. E’ un argomento questo da noi già toccato, ma oggi ancora più attuale;
  • fermezza nel far rispettare le regole. Il "pochi ma buoni", mai come ora pensiamo vada preso in considerazione;
  • preparazione dei Giudici. Non solo gestione amministrativa centralizzata e variazione di tipologia delle mostre, ma soprattutto preparazione tecnica di coloro che devono "giudicare", con una coraggiosa selezione che limiti al massimo i gravi inconvenienti che ogni anno sono costantemente evidenziati;
  • ordine nei Club di Specializzazione. Qualora venga riconosciuta la loro utilità, attribuzione ad essi di una maggiore importanza, soprattutto in fase di propositività e di collaborazione con le varie strutture Federali (vedi CTN ecc.);
  • Regole precise e condizioni specifiche da osservare per la realizzazione delle mostre, soprattutto con riguardo alla loro tipologia.
Ci fermiamo qui: gli argomenti sono tanti e si rischia di mettere troppa carne al fuoco.
Le cose da fare in via prioritaria il Presidente le conosce, e bene. Ora lasciamolo lavorare, diamo a lui ed ai suoi collaboratori tutto il nostro appoggio di competenza e di qualificazione, eventualmente anche di critica costruttiva, ed alla fine del mandato, ne siamo certi, avremo una F.O.I. migliorata e più funzionale, più aderente alle aspettative di tutti noi appassionati.
Auguri dunque Presidente, auguri e buon lavoro a lei ed ai sui collaboratori!

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