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CAMPIONE DEL MONDO!
di Ermes Pozzi
A Marzo ho compiuto 53 anni e, come regalo il 2001 mi ha portato il titolo di Campione Mondiale
della categoria ESOTICO x CANARINO.
E ciò mi ha dato la possibilità di fare l'urlo "alla Tardelli" quando segnò il goal
alla Germania nel 1982 e la Nazionale azzurra vinse i Mondiali di calcio.
È stata un'emozione indescrivibile! Quando l'amico Cesare, Presidente dell'A.O.M - la mia
Associazione - mi ha chiamato al telefono per comunicarmi che uno dei miei ibridi esposti in
Portogallo aveva conquistato il primo posto, ho dovuto farglielo ripetere più di una volta
perché non riuscivo a crederci: pensavo che stesse scherzando.
Ed invece era vero, ero Campione del Mondo, o meglio, "Zidane" questo è il nome che
ho dato a questo ibrido maschio - era il Campione del Mondo!
Personalmente ritengo che l'ibridologia sia una delle attività più complesse e affascinanti
in campo ornitologico. L'ibridazione, in particolare, cioè la ricerca di nuovi soggetti non
presenti in natura e che presentino caratteristiche di specie diverse, può esaltare e stimolare
l'allevatore, dandogli immense soddisfazioni, ma anche cocenti delusioni.
Una cosa fondamentale nell'ibridazione è la scelta dei soggetti, che devono essere di buona
indole e dalle peculiarità compatibili; anche l'ambiente, l'alimentazione e la conoscenza delle
abitudini comportamentali allo stato selvatico sono altrettanto importanti e da tenere in
considerazione per una buona riuscita di un tentativo di incrocio tra due specie diverse.
Ed alla fine, come sale nella minestra, non va trascurata una buona dose di fortuna che deve
assistere ogni allevatore che si dedica a questa pratica.
Sono cinque gli ibridi da me ottenuti dalla coppia Canarino Soforato x Canarina Satiné,
coppia che mi era stata donata da un amico che dalla stessa aveva già ottenuto dei novelli che
tuttavia non era riuscito a portare allo svezzamento.
Il Canarino Solforato, tra i serinus, è uno dei maggiori come taglia - circa 16 cm -,
simile al Verdone per fare un paragone.
Ha guance, gola, ventre, sopraccigli di colore giallo intenso; petto, fianchi,
codione verde oliva; calotta, nuca, dorso, ali e coda verde oliva scuro; zampe grigio scuro.
La femmina ha colori simili al maschio ma meno intensi.
Questi soggetti mi ispirarono subito fiducia poiché erano molto affiatati e mi facevano
quindi ben sperare di ottenere qualche buon risultato.
Per sopperire, sulla base delle passate esperienze negative della coppia, ad eventuali
mancanze di allevamento dei piccoli, preparai alcune balie cui affidare, in caso di bisogno,
gli eventuali pullus.
Però, come capita spesso, al momento della deposizione da parte della Satiné,
le balie non erano pronte e così dovetti lasciare le uova alla depositrice.
La Satiné, dopo aver deposto quattro uova, si dimostrò ottima covatrice ed anche ottima madre.
I piccoli nacquero il 2 Aprile: non ero particolarmente emozionato, dato che anni prima avevo
già ottenuto questo tipo di ibridi.
Erano solo due, ma furono allevati e svezzati benissimo, poiché anche il Canarino Solforato
si è dimostrato un buon padre e aiutava con vero amore la sua compagna.
Il tipo di alimentazione fornito non era diverso da quello che uso solitamente per i canarini,
e cioè: scagliola, pastoncino secco, insalata amara, semi germinati (mischiati nel pastone) e
mela. Circa cinque giorni prima della nascita somministravo della Terramicina nell'acqua da bere.
I due novelli avevano un carattere vivace, molto simile a quello del padre; capii subito il
loro sesso perché diversi uno dall'altro nella forma e nella taglia: erano un maschio e una femmina.
Dopo circa venticinque giorni dalla prima schiusa la Satiné depose per la seconda volta.
Le uova furono cinque, di cui solo tre feconde.
Questa volta riuscire a portare allo svezzamento i tre piccoli fu una impresa ardua poiché,
disgraziatamente, la canarina rimase impigliata in una molletta e si ruppe una zampina.
Ciononostante il maschio, aiutato anche da me che imbeccavo i novelli tre volte al giorno,
riuscì a svezzare anche questa nidiata.
I tre ibridi si dimostrarono due maschi e una femmina.
I maschi diventarono in fretta molto belli: io aspettavo con trepidazione di vederli
completi nella loro livrea dopo la muta.
Ho partecipato a due sole mostre - Mostra A.O.M. e Campionato Lombardo - esponendo i due
maschi che mi sembravano migliori e ottenendo in entrambe le esposizioni due secondi posti.
Non avevo intenzione di partecipare ad altre mostre, perché mi sentivo un poco deluso:
i soggetti mi sembravano forse meritevoli di maggiore considerazione.
Un amico mi convinse a partecipare al Campionato Mondiale di Ornitologia che si sarebbe
svolto in Portogallo: lo ascoltai ed ora sono contento di questo risultato così prestigioso.
È la massima aspirazione per un allevatore, ma soprattutto è il miglior coronamento di
tanti anni di sacrifici e di perseveranza, senza scoraggiarsi per gli immancabili insuccessi.
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