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UN'ESPERIENZA CONFERMATA
di Dario Sironi
Bologna - 54° Concorso Ornitologico 05-11-00
Faccio seguito a quanto già precedentemente apparso in un articolo pubblicato su
L'Informatore Alato a proposito di mostre, rassegne e concorsi ornitologici per
confermare la validità di una esperienza data dal partecipare ad un concorso ornitologico
con giudizio all'Inglese che, come ben sappiamo, non prevede la compilazione della scheda di
giudizio ma la semplice scelta dei migliori 4 soggetti vincenti per categoria. Come rilevate
dal titolo, si sta parlando del 54° CONCORSO ORNITOLOGICO organizzato anche per il corrente
anno nelle giornate del 3 - 4 - 5 novembre dall'Associazione Bolognese di Canaricoltura\
A.O.B. e che ha registrato come per le precedenti edizioni una numerosa e qualificata
partecipazione di allevatori di canarini delle varie razze inglesi.
La natura del concorso e le modalità del giudizio hanno ancora una volta creato le
condizioni atte ad invogliare i partecipanti ad esporre soggetti di altissima qualità e
pregio: infatti, non richiedendo al giudice la compilazione della scheda di giudizio,
induce gli espositori a divenire loro stessi ed in prima istanza giudici dei loro soggetti
e, conseguentemente, esporre solo quelli qualitativamente meritevoli di confronto.
La presenza nell'ambito del concorso dei Clubs di specializzazione (York Canary Club,
Lizard Canary Club, ed il neonato Lancashire Canary Club) hanno contribuito ad incrementare
ulteriormente la qualità dei soggetti esposti dando al Concorso stesso una veste ben diversa
dalle normali Mostre Ornitologiche che, seppur importanti sotto l'aspetto didattico,
ben raramente offrono ai concorrenti l'opportunità di misurarsi ad alti livelli ed ai
visitatori quella di prendere visione degli obiettivi di allevamento da raggiungere.
Qualora si abbia, come nel mio caso, l'opportunità di vivere interamente la
manifestazione di Bologna in termini di tempo, ovvero dall'ingabbio alla chiusura,
non si può ignorare di considerare un elemento che contribuisce in modo rilevante al suo
buon esito: intendo parlare dell'atmosfera che gli amici di Bologna sanno creare
tutt'intorno. Tra gli organizzatori, gli amici allevatori espositori ed i giudici essi
riescono ad instaurare durante le tre giornate vissute insieme un rapporto di amicizia,
di stima e collaborazione tale che raramente ci si lascia senza prima essersi come minimo
scambiati i rispettivi indirizzi di recapito per consentire un proseguimento a distanza
della situazione vissuta.
Sicuramente fra i vari protagonisti del Concorso, escludendo i canarini che ovviamente
ne sono l'oggetto, il Giudice Inglese copre la parte di primo attore. E' proprio su questo
personaggio che nei brevi spazi di riflessione ricavati ho cercato quest'anno di accentrare
la mia attenzione per meglio capire chi esso sia, cosa faccia e come la pensi. Ci troviamo
in presenza di una persona di età media che, come tutti noi allevatori, non fa certo del
mestiere di giudice la sua attività principale; fa comunque l'allevatore dei canarini della
razza per cui è titolato ad esprimere giudizio e non solo, in quanto tale qualifica gli
deriva dal fatto di aver conseguito particolari riconoscimenti della sua attività appunto
di allevatore. E' durante le pochissime ore nelle quali esplica il proprio compito e
nell'opportunità offerta all'espositore di poter interloquire con lui a giudizio avvenuto
che meglio si comprende il personaggio; la sua estrema disponibilità al colloquio, seppur
limitata dalla diversità della lingua, ti fa sentire come se avessi di fronte un amico di
vecchia data con il quale parli lo stesso linguaggio, pronto a dare suggerimenti e consigli
dettati da un'esperienza che con estrema facilità e senza gelosia ti trasmette;
probabilmente ciò è dovuto al fatto che avendo appagato il desiderio di primeggiare,
si senta ora in dovere di trasmettere a piene mani la propria esperienza senza il timore di
svelare chissà quali segreti.
Di proposito non voglio qui entrare nel merito di voler analizzare il giudizio che
viene espresso nell'espletamento della sua prestazione poiché non mi reputo certamente
all'altezza, valutazione che lascio volentieri a chi ne è pienamente legittimato svolgendo
analogo servizio nel nostro Paese; per dovere di cronaca segnalo però che diversi amici
giudici non condividono in pieno l'operato dei colleghi stranieri trovandosi spesso in
disaccordo sui parametri di giudizio da loro utilizzati e soprattutto per una diversa
interpretazione dello standard fissato. Per lo stesso dovere di cronaca mi sento anche di
segnalare come spesso questi amici giudici nazionali, esprimendo il loro disaccordo danno
l'impressione di trovarsi di fronte a temibili concorrenti: infatti raramente cercano uno
scambio di opinione con il collega straniero. Forse per i suddetti motivi, in verità,
di Giudici Nazionali a Bologna se ne vedono veramente pochi.
Essendo personalmente allevatore della razza Lizard ho avuto modo di stare a stretto
contatto con il Giudice Mr. T.S. INSELL, più volte vincitore della NATIONAL EXIBITION
di Birmingam e particolarmente orgoglioso di essere stato più volte chiamato in qualità di
Giudice nella stessa manifestazione; insieme all'amico Claudio De Luca quale traduttore,
che ancora ringrazio, abbiamo sottoposto a Mr. Insell una serie di quesiti, certi della sua
estrema disponibilità. Ritenendo di fare cosa gradita agli amici estimatori della razza
cerco di sintetizzare.
d: Come ha trovato in generale i soggetti esposti?
r: In generale di ottima fattura sotto tutte le voci dello standard, con molti
"eccellenti", rilevando per questo fatto non poche difficoltà ad esprimere un giudizio.
d: A proposito di rowings, esiste correlazione con la struttura generale, nel senso
che a petto largo corrispo ndono buoni rowings?
r: A sua esperienza non esiste correlazione.
d: La punta di bianco che si manifesta sull'estremità di ali e coda nei novelli può
essere imputata ad un fattore genetico?
r: Escluso, si manifesta unicamente alla ricrescita della penna in conseguenza della perdita avvenuta
precedentemente. Ha semmai valenza genetica positiva il fatto che anche dopo la prima muta la penna non presenta
terminale bianco; è
pertanto opportuno effettuare la selezione dei soggetti riproduttori dopo la prima muta generale.
d: E' opportuno utilizzare i novelli per la riproduzione?
r: Sconsigliato per i maschi, per le femmine lasciare che depositino e covino, ma arrivata la schiusa
interrompere.
d: Come deve essere impostata la coppia ideale per la riproduzione?
r: Maschio dorato con calotta netta per femmina argentata con calotta spezzata.
d: A proposito di calotta, come valuta i senza calotta?
r: La calotta netta è una peculiarità del Lizard e pertanto è da preferire; non si deve comunque escludere la
possibilità di accoppiamento fra un senza calotta ed una calotta spezzata.
d: Vorremmo un parere sull'opportunità di colorare il piumaggio.
r: Contrariamente a quanto avviene da voi ho sempre colorato i miei Lizard con carofil giallo e rosso ma trovo
ottimo il colore di fondo dei vostri soggetti in assenza di colorazione.
Rileva come abbia trovato qualche difficoltà nella valutazione del colore di fondo in presenza di persistenti riverberi di
luce provenienti dall'esterno della sala che premiano in valutazione i soggetti a piumaggio dorato ma penalizzano gli
argentati. (Lo abbiamo spesso visto spostarsi con gabbie alla mano alla ricerca della luce idonea).
Approfittando dell'estrema cortesia di Mr. Insell ed in occasione dell'immancabile brindisi di commiato alla chiusura
della cena abbiamo ottenuto la Sua completa disponibilità e voler rispondere ad eventuali quesiti che gli verranno
sottoposti; disponibilità che giriamo volentieri a favore di quanti, attraverso L'Informatore Alato, desiderino
inoltrare. Abbiamo inoltre ritenuto opportuno offrire a Mr. Insell ed ad altri giudici presenti due numeri della nostra
pubblicazione, per la quale abbiamo ottenuto i più sinceri complimenti rivolti a tutto il Gruppo della Redazione,
unitamente all'impegno espresso da diversi di loro di contribuire con articoli di note personali.
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