L'Informatore Alato

Giugno 2001, gli Articoli on WEB:


L'USIGNOLO DEL GIAPPONE e LA MESIA GUANCE D'ARGENTO
di Francesco Ferrario

L'USIGNOLO DEL GIAPPONE

Usignolo del Giappone (Leiothryx lutea) Il nome con cui è noto questo attraente e simpatico uccellino, indubbiamente il più conosciuto e apprezzato tra gli esotici insettivori, non è esatto, sia perché il suo canto pur piacevole e pregiato non possiede le meravigliose note del nostro insuperabile cantore, sia perché non è originario del Giappone.
Ironia della sorte, nonostante il suo nome comune, in natura è assolutamente assente nell'arcipelago nipponico.
Le sue generalità sono da ricercarsi nella famiglia dei Timalidi, una delle più numerose della grande classe degli uccelli, in quanto comprende circa 268 specie che vivono in ogni parte del Vecchio Mondo.
Le specie che vi appartengono variano molto per forma e dimensioni (vi si possono trovare esemplari che vanno dai 9 ai 50 cm. di lunghezza) e soprattutto colorazione, poiché non tutte presentano livree particolarmente brillanti, così come non tutte sono canore.
Le caratteristiche comuni di questa famiglia sono: un piumaggio morbido, zampe robuste e la loquacità dei componenti.
La famiglia Timaliidae è diffusa in natura in Asia Minore e nella parte sud-orientale del continente asiatico, nell'arcipelago indonesiano nonché in Australia e nel Madagascar. Tutte le specie che vi appartengono amano riunirsi in gruppi più o meno numerosi e molto chiassosi.
In passato i ricercatori consideravano questa specie ascritta alla famiglia Muscicapidae (a cui appartiene anche l'Usignolo Comune - specie Luscinia megarhynchos - famiglia Turdidae) e alla sottofamiglia Timalinae.
Dopo studi più approfonditi ora si propende ad identificare questi soggetti in un gruppo a sé stante, i Timalidi, e si eleva quindi al rango di famiglia la sottofamiglia Timalinae.
Questo lo schema per una corretta collocazione:
  • Ordine: Passeriformes
  • Sottordine: Passeres
  • Famiglia: Timaliidae
  • Genere e specie: Leiothryx lutea
Nomi comuni:
  • in Italiano: Usignolo del Giappone
  • in Inglese: Red-Billed Leiothryx (Becco rosso), Pekin Robin (Pettirosso di Pechino).
  • in Giapponese: Daruma (uccello molto attivo che gira continuamente di qua e di là, come le bamboline fissate sul piedestallo girano sempre su se stesse).
Dell'Usignolo del Giappone si riconoscono tre sottospecie e precisamente:
  • Leiothrix Leiothrix Lutea, della Cina,
  • Leiothrix Leiothrix Callipyga, dell'Himalaia orientale e Yunnan,
  • Leiothrix Leiothrix Kumarensis, dell'Himalaia occidentale.
Molto simile all'Usignolo del Giappone è un altro Timalide, la Mesia Guance Argento (Leiothrix Argentauris): il suo territorio è più limitato e non raggiunge, la Cina.
In natura l'Usignolo del Giappone lo si incontra nelle fitte boscaglie, nelle foreste e nelle macchie di bambù dall'Himalaia alla Cina meridionale; nell'India e nel Sud-Est Asiatico (Birmania, Siam e Vietnam). Occasionalmente lo si incontra a Hong Kong e nelle isole Hawaii, dove è stato introdotto.
Poiché in natura abita zone dove la temperatura è sufficientemente bassa (boschi, foreste e territori sino ai 1000/1500 metri sul livello del mare) è un uccello che sopporta bene anche il nostro clima.
Nei nostri parchi cittadini è facile incontrare, perfettamente acclimati, soggetti probabilmente sfuggiti da gabbie o lasciati in libertà dai proprietari.
Il suo habitat è quello tipico del sottobosco della foresta, con preferenza per boschi cedui, foreste di conifere, zone miste coltivate, boschi di bambù e zone a cespugli preferibilmente di rododendri.
Vivacissimi, questi graziosi Timalidi vivono di solito raccolti in gruppi di varia entità, spostandosi con volo veloce e frequentando il fitto sottobosco delle foreste alla ricerca d'insetti e d'altre sostanze. Sono mediocri volatori.
L'Usignolo del Giappone ha un aspetto che ricorda quello del nostro Usignolo, sebbene sia più tozzo con coda più corta e testa relativamente più grossa; la sua lunghezza è di circa 12 /15 cm., un terzo dei quali (5-6 cm.) è occupato dalla coda.
Presenta un aspetto assai attraente, un corpo non molto slanciato ma piuttosto tondeggiante, con testa piccola e collo poco evidente. Il becco è breve e con la parte anteriore ricurva; gli arti sono sottili e corti così come le ali, che si presentano slanciate e con le punte arrotondate.
Il suo piumaggio è abbondante e vivacemente colorato.
Il maschio adulto ha le parti superiori del corpo di colore verde-oliva, le parti inferiori sono di colore grigio-chiare ma la gola e l'alto del petto sono di colore giallo arancio che, in basso, si carica d'ocra. BR>Un lieve mustacchio nero separa le guance grigie dal giallo della gola. Le ali sono di colore marrone scuro bordate di nero, arancio e rosso vivo. Anche il becco e gli arti sono colorati, il primo di rosso corallo, mentre i secondi sono carnicini. La coda, forcuta, è bruna con le punte delle timoniere marginata di nero.
Nella femmina si riscontra un'identica colorazione con tonalità più chiare e tendenti al grigio anziché al verde-oliva. Anche il cerchio oftalmico, giallo nel maschio, è quasi bianco nella femmina. Inoltre va ricordato che la femmina (come avviene per quasi tutte le specie canore) non canta ma si limita ad emettere alcuni suoni che utilizza come richiamo o come segnale di pericolo qualora venga spaventata.
Il canto del maschio è invece assai gradevole, simile a quello dell'usignolo ma da cui si distingue per essere più breve, provvisto di un minor numero di note e cantato con un tono notevolmente più alto. I giovani nella prima muta sono notevolmente più grigiastri ed il giallo della gola è più smorto senza il bordo colore ocra sul petto e mancano completamente delle vivaci pennellate di giallo arancio e rosso sulle ali.
Al sopraggiungere del periodo riproduttivo, che in natura va in genere da aprile a settembre, le coppie si isolano e portano a termine due covate. Il nido, posto di solito nei cespugli a media altezza da terra (massimo due metri) è a forma di coppa e viene costruito con erbe, ramoscelli, lichene e muschio.
La femmina depone normalmente tre uova di colore bianco o verde molto chiaro oppure macchiate di porpora e di bruno.
L'incubazione dura dagli 11 ai 13 giorni. I piccoli, nutriti premurosamente da entrambi i genitori, crescono in fretta: a due settimane dalla nascita sono già in grado di abbandonare il nido e una decina di giorni più tardi diventano del tutto indipendenti.
Le sue abitudini alimentari sono sostanzialmente quelle di un nostro insettivoro, ma con una richiesta di un maggior apporto di grani e frutta.

LA MESIA GUANCE D'ARGENTO

La Mesia Guance Argento è decisamente più grossa dell'Usignolo del Giappone e raggiunge anche i 18 cm. di lunghezza. Presenta una livrea di pari bellezza e un canto altrettanto piacevole. Mesia Guance d'Argento (Leiothryx Argentauris)
Le parti superiori del corpo sono grigiastre, quelle inferiori presentano una colorazione grigio-chiaro, ma sono abbondantemente colorate di giallo sul petto e sulla gola, che diviene rosso vivo nei maschi adulti. Il groppone e le copritrici sono rosse. L'ala chiusa ha il medesimo aspetto di quella dell'Usignolo del Giappone.
La fronte, la nuca ed i lati del collo sono di colore ocra, le guance sono color grigio-argento; le rimanenti parti della testa sono nere.
Il becco è giallo e le zampe sono di colore carnicino.
In questa specie, la femmina si distingue nettamente dal maschio per il suo colore oliva. Le abitudini e l'habitat della Mesia Guance Argento sono sostanzialmente simili a quelle dell'Usignolo del Giappone. Vive nei medesimi ambienti e predilige le zone cespugliose formate da rododendri ed azalee.
Il suo nido è costruito sui cespugli e le uova sono bianche o azzurro-chiare, punteggiate di rosso e di bruno.
Rispetto all'Usignolo del Giappone la Mesia ha un repertorio canoro molto più limitato.

IN CATTIVITÀ

L'Usignolo del Giappone è stato importato per la prima volta in Europa intorno al 1879 e da allora si può affermare che la sua popolarità come volatile ornamentale è sempre stato in costante aumento.
Si è dimostrato molto longevo, robusto e resistente, tanto da poter essere lasciato in una voliera all'aperto anche durante i mesi invernali.
Data la loro vivacità, questi soggetti hanno bisogno di molto spazio. Se tenuti in gabbia, questa dev'essere abbastanza spaziosa (90x30x40) con i due posatoi disposti a buona distanza l'uno dall'altro.
Come già detto, trattasi di soggetti molto vivaci che saltano continuamente da una bacchetta all'altra a grande velocità, si spostano anche in senso verticale, sia dal basso verso l'alto che viceversa, tra i vari posatoi della gabbia e sempre a ritmo frenetico.
Per quanto riguarda la loro alimentazione, questi soggetti ricordano alcuni nostri insettivori nel senso che, pur essendo prevalentemente insettivori, si cibano abbastanza volentieri anche di sostanze vegetali, insalata, frutta matura, pinoli ed anche delle granaglie che costituiscono il cibo-tipo per i granivori.
Un'alimentazione a base di soli semi porterebbe ad un deperimento del soggetto. Piccoli vermi o larve vive sono piacevolmente accettate dai nostri simpatici cantori.
La convivenza con altri uccelli, anche di mole più piccola, è possibile solo in voliera d'ampie dimensioni.
La riproduzione in cattività si può verificare solo se la coppia dispone di spazio sufficiente, di un ambiente confortevole e tranquillo e fornito di fitta vegetazione.
Per la nidificazione è necessario che il nido possa essere nascosto in una zona verdeggiante. Questa adattabilità ha pure favorito, in alcuni Paesi europei, non pochi esperimenti di vera e propria introduzione allo stato libero. L'ultimo in ordine di tempo è stato compiuto in Francia e precisamente nell'isola di Noirmoutier (presso le coste della Vandea) dove a più riprese sono state liberate circa cento coppie che si sono suddivise nel territorio e riprodotte. Per quanto concerne l'ibridazione è da ricordare che l'allevatore belga F. Dhaenens con una coppia formata da femmina d'Usignolo del Giappone e maschio di Mesia Guance Argento ha ottenuto interessanti ibridi tra queste due specie per più generazioni.
I suoi tentativi di riproduzione intrapresi hanno dimostrato che gli ibridi di sesso femminile sono sterili.
Seppure limitato da ciò, il sig. Dhaenens è comunque riuscito, tramite incroci di ritorno, ad arrivare a soggetti di terza generazione.
Nel novembre del 1970 la rivista "Connaissance des Oiseaux" riportava questo importante risultato e descriveva le mutazioni di colore avvenute nelle varie generazioni incrociate.
L'Usignolo del Giappone e la Mesia Guance Argento una volta erano, nella loro area di distribuzione, ritenuti uccelli comuni, ora sono animali protetti.

Gli allevatori pertanto dovranno attenersi, per la loro detenzione, alle normative e procedure stabilite dal CITES.
I novelli nati in cattività dovranno essere inanellati con l'anello FOI di tipo "A".

BIBLIOGRAFIA:

  • M. Gentili - L'Usignolo del Giappone - Ed. Olimpia
  • C. Cova e A. Granelli - Gracula Religiosa, Usignolo del Giappone, Mesia Guance Argento - Ed. Encia (da cui sono state tratte anche le foto pubblicate in questo contributo)

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