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IL MIO RAPPORTO CON IL GIUDIZIO
di Pierangelo Motta
Leggendo la stampa di settore di Gennaio/Febbraio 2001 e confrontando le mie riflessioni
con quelle espresse dalla controparte non ho potuto fare a meno di notare enormi divergenze
e solo minime similitudini. Il che potrebbe anche essere normale e poco preoccupante.
Invece grande attenzione e numerose preoccupazioni insorgono in me quando noto che la
risoluzione al problema porta ad un risultato che non mi soddisfa e che anzi mi crea grosse
perplessità.
Come fare a dire la propria opinione su questa questione che si trascina da anni senza
cadere nel polemico è assai difficile quindi tenterò sdrammatizzando il tutto, a rendere il
problema come se fosse un compito in classe di un alunno qualsiasi.
Problema:
La tua Associazione ornitologica, deve organizzare la propria mostra annuale.
Chiede i giudici alla FOI che costano x lire cad.uno; i canarini agli allevatori con un
costo per ingabbio di x lire cad.uno, paga x lire di affitto e x lire per la premiazione;
stampa il catalogo in pareggio. Quale alchimia si deve inventare il presidente della tua
Associazione per rendere tutti felici?
Il giovane scolaro, che sarei io, che è un allevatore e quindi svolge il compito in maniera
interessata e di parte, risolve a suo modo il compito in questa maniera:
- sono contento di partecipare alla mostra quando questa è:
- ricca di soggetti,
- competitiva nei confronti,
- ben giudicata.
- La premiazione è importante ma se poi vado a fare tanti chilometri e a spendere
molti più soldi, vista la distanza, per le coccarde delle mostre specialistiche, il mercato
di Reggio Emilia, il diploma del Campionato Italiano forse non è l'oro che mi attrae.
- Il locale dove espongo è, e resteranno quattro mura, l'atmosfera al suo interno
data dell'importanza della mostra o della notevole adrenalina presente per la posta in
palio rendono la gara sentita al momento e rimpianta alla sua fine in attesa di quella del
nuovo anno.
Direte Voi, qui si butta benzina sul fuoco ed al problema iniziale non si danno risposte.
È vero ma quello che conta nella mia analisi è che non si parla né di troppi soldi per
l'ingabbio né di metodo sbagliato per il giudizio.
Il nocciolo della questione è che la nostra organizzazione è giusta così com'è,
il problema sta nel renderla più professionale.
La F.O.I. deve puntare verso mostre che diano soddisfazione agli allevatori, dove gli
stessi possano trovare gli stimoli necessari per parteciparVi sempre in maniera più numerosa
e consistente e non per farne un luogo di polemica. La mostra per l'allevatore deve essere
il campo di battaglia dove costruire la sua carriera che parte dal basso (in senso buono)
delle mostre sociali, che dovranno assumere il ruolo di mostre suola per gli allevatori
alle prime armi, per accedere alle regionali, poi alle federali, di nuovo più in su per i
Campionati regionali e le specialistiche, le internazionali ed infine il Campionato Italiano.
La forbice qualitativa di tutto questo sistema dovrà essere la chiave di svolta del
sistema che dovrà nelle giuste maniere differenziare per qualità e spessore tecnico le
categorie delle varie manifestazioni.
La FOI dovrà essere il giudice ed il garante dei risultati delle varie mostre che
saranno da 90/89/88/87/ecc. punti, come il giudice sarà garante della qualità dei soggetti
esposti che saranno da 90/89/88 punti, come l'allevatore che sarà giudice e garante in
allevamento dei propri soggetti che saranno da mostra, da allevamento, da uccellaio ecc.
A questo punto si risolveranno anche i problemi dei costi di giudizio e di qualità dei
giudici visto che, come i canarini da 90 punti andranno nelle mostre da 90 punti, i giudici
più bravi ed i costi più alti per fare le mostre più belle, e tutto scenderà di prezzo e
qualità verso gli 87 punti e meno com'è normalmente accettato dagli allevatori che fanno lo
stesso durante la selezione degli animali da tenere nel proprio allevamento.
I più belli nella gabbia più bella con i semi migliori ed un occhio di riguardo e tutti
gli altri via via a scendere.
Il futuro a cui aspira l'allevatore è quello di avere i più bei soggetti possibili, con
le caratteristiche più rispondenti allo standard selezionando all'interno del ceppo i
riproduttori migliori.
La FOI dovrà aspirare a fare le mostre migliori selezionando le Associazioni, i giudici,
i locali, gli espositori migliori e più rispondenti agli standard da lei proposti.
Poi, come capita a tutti, avrà mostre da 90/89/88 punti ecc. e nel mercato della
stagione espositiva ogni allevatore sarà libero di scegliere la qualità che più gli aggrada.
Personalmente credo che il livello organizzativo raggiunto dal giudizio delle mostre
italiane sia da considerare un punto fermo con la scheda analitica che è un aiuto per
l'allevatore ed un punto di discussione la domenica, per verificarsi a parole tra gli
allevatori e telepaticamente con il giudice. Quello che va migliorato è il sistema per
controllare i giudici nel quale gruppo vi siano ottimi elementi e via via verso il basso.
Penso sia scorretto mettere tutti sullo stesso piano e credo sia ormai logora la
divisione tra internazionali, nazionali e regionali che sembra più un diploma per meriti di
anzianità che una corretta divisione delle qualità tecniche degli stessi. Se un cambiamento
deve esserci è proprio nella valutazione del giudice e non nel metodo in cui il giudice
deve operare.
Un somaro è somaro, sia nel fango che sulla cattedra di una qualsiasi università.
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