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NEL RICORDO DI UN CARO AMICO
di Dario Sironi
Nel partecipare attivamente ad un avvenimento che, seppur non ancora concluso, appare sicuramente di valenza storica per il nostro mondo Ornitologico, il Mondiale di Piacenza 2009 mi ha riportato alla memoria il ricordo unitamente al rammarico della scomparsa di un carissimo amico e maestro quale Giuliano Motta, di cui ricorre l’anniversario della morte proprio in questi giorni.
Per qualcuno potrà apparire facile retorica ma per quanto mi riguarda vi assicuro che camminando su e giù per le cavalle così come percorrendo il lungo corridoio ai cui lati hanno trovato ubicazione le rappresentanze delle varie federazioni io continuo a vedere aggirarsi la sagoma di Giuliano che come un’ombra discreta e silenziosa guarda e saluta tutti quasi come se gli avvenimenti degli ultimi tempi non fossero mai accaduti.
Organizzare una simile manifestazione, credetemi, non è cosa da poco: pianificare e coordinare la varie forze in campo, il rischio finanziario da affrontare, risolvere tutte le problematiche logistiche, cercare e trovare quel supporto umano di volontariato indispensabile per la buona riuscita della manifestazione richiedono che al timone della nave ci siano persone esperte, capaci ma soprattutto umilmente consapevoli che, seppur a vari livelli di responsabilità il loro impegno è pari a quello di quanti si sono prodigati per la buona riuscita della manifestazione.
Da quanto mi è stato possibile vedere tutto questo è avvenuto.
Da tutto questo è legittimo chiedersi cosa centri il ricordo di Giuliano Motta; il punto di collegamento sta nell’elemento indispensabile del volontariato, atteggiamento oggetto di questa breve riflessione.
Un giorno di qualche anno fa ebbi la sfrontatezza di girare a Giuliano una domanda che spesso mi veniva rivolta da amici della nostra Associazione a seguito di qualche mia lamentela circa la mancanza di apporto d’aiuto nello svolgimento delle varie attività associative:
… ma chi te lo fa fare???…
Non posso chiedere a Giuliano l’autorizzazione di rendere pubblica la sua risposta, a me indirizzata a titolo personale, ma nello stesso tempo e nel suo caro ricordo mi sento in dovere di riportarla testualmente:
Caro Dario,
da sempre è così.
In alternativa comunque ci sono forse delle risposte.
- Forse… fai parte dell’ Associazione di Orticoltori più grande in Italia
- Forse… hai ereditato da direzione del più bel notiziario associativo d’ornicultura che esiste nel panorama nazionale
- Forse… la nostra mostra non ha nulla da invidiare ad altre.
- Forse… trovare il consenso dei propri soci ci si sente soddisfatti nel proprio intimo.
- Forse…si può dare di più e si attendono momenti migliori per farlo.
- Forse… c’è sempre la speranza che il dare senza chiedere trova ancora degli estimatori.
Non ti crucciare nella ricerca di giustificazioni sugli atteggiamenti degli altri. Condividi la soddisfazione e l’orgoglio di coloro che ti sono vicini e come te, chiedono null’altro che dare.
E’ la loro soddisfazione che deve essere apprezzata e rispettata.
Prima per loro, per il lavoro che eseguono ed in seguito con gli altri, se lo vogliono.
Credimi, vivi una realtà associative fra le più belle. Siete sempre in tanti, vi trovate settimanalmente, siete in grado di organizzarvi con gite e partecipazioni collettive. Organizzate incontri, manifestazioni culturali e promozionali tutti gli anni e senza mai chiedere contributo ad altri.
Perché devi dire …… “chi me lo fa fare?”
Domandati “…. Chi sa fare quello che sappiamo fare noi con le nostre autonome possibilità”
Non ti bastano l’orgoglio e la soddisfazione della risposta?
Su via Dario non guardare al pensiero degli altri perché c’è sempre chi si crede superiore; chi rincorre una propria celebrità, chi privilegia l’interesse personale. C’è anche chi si distingue nel non sentirsi prigioniero nella propria associazione e rincorre altri spazi. E’ così in tutti gli ambienti ed in particolare negli hobby, che ti ricordo, sono una passione personale e non collettiva.
Non è il caso ne la situazione attuale lo consente ma anch’io rincorro i miei sogni. Mi manca l’obiettivo finale che coroni la fusione delle due associazioni Monzesi.
Le dirigenze hanno saputo realizzare sino ad ora tutto quello che fu a suo tempo programmato: una numerosa partecipazione, una sede d’ottimo livello, un notiziario di grande prestigio, una mostra che in ogni occasione ha mantenuto con costanza un eccellente livello.
Mi manca però la manifestazione d’alto prestigio che sappia aggregare gli interessi della specializzazione, che sappia essere di guida regionale, che sappia essere l’officina delle esperienze messe a disposizione della collettività in un’occasione di incontri e di scambi sia nazionale che internazionali.
Un sogno caro Dario.
Sognare però, non costa nulla e così mi è facile continuare a sognare.
Ciao, complimenti a te ed a tutti gli amici
Giuliano Motta.
E come possiamo non condividere il suo sogno ??
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