L'Informatore Alato

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L’ALLEVAMENTO E LA CURA DEI GUFI
di Vico Battel

Gufo Reale femmina adulta (Allev. e foto dell'Autore) La passione per l'allevamento di animali è sempre stata uno dei miei interessi.
Ho cominciato con i canarini, poi sono passato a "nostrani" come: cardellini, ciuffolotti per finire ad allevare pappagalli (amazzoni di varie specie) e cenerini; ma ad un tratto mi balena per la mente di cimentarmi con animali nettamente più "voluminosi", non tralasciando però gli altri.
Dopo essermi iscritto ad un corso di falconeria, per conoscere meglio le abitudini e le cure adeguate per poterli gestire, ho avuto modo di contattare allevatori italiani e stranieri di rapaci notturni e diurni. In Germania ho acquistato una coppia di Gufi reali (bubo-bubo) riproduttori e da un allevatore italiano ho acquistato una coppia di falchi pellegrini. La passione e l’entusiasmo erano per entrambi, ma da subito ho capito che nel luogo dove avevo installato le voliere c'era troppo rumore dovuto alla vicinanza di fabbriche che danneggiava la cova dei falchi, ma non quella dei gufi. Coppia di Gufi Reali (a sinistra la femmina) I giovani gufi maschi che non sono ancora sessualmente maturi sono sistemati insieme in voliere più spaziose affinché possano allenarsi al volo. Per le femmine anche se adulte non ci sono problemi di convivenza. La maturità dei gufi avviene al terzo anno di età anche se capita (raramente) che al secondo anno siano già fecondi. Un gufo reale maschio pesa intorno a 2,8 kg per un'altezza di 65 cm ed un’apertura alare di 1,70 m, mentre la femmina pesa 3,3 kg per un"altezza di 72 cm ed un'apertura alare di 1,80 m. Questi rapaci notturni hanno bisogno di voliere ombrose e di dimensioni di 4,5 x 5 m per altezza di 2 m; un angolo che funge da nido è stato chiuso ad "L" con travi di legno. La base delle voliere è composta di ghiaia e sabbia fine per uno spessore di circa 20 cm. All'interno rami di albero affinché possano appoggiarsi, un grosso sasso per rifilarsi le unghie e il becco e per mangiare la loro preda, una vasca rotonda del diametro circa di 1 metro, per bere e fare il bagno. Il periodo riproduttivo in cattività precede di un mese quello in natura. Il maschio maturo dell’età minima di 3 anni comincia in Novembre a farsi sentire con il suo verso inconfondibile, il colore del piumaggio del sottogola diventa bianco. Novelli di Gufo Reale di 2-3 settimane (Allev. e foto dell'Autore) Le caratteristiche morfologiche nella femmina non sono invece molto rilevanti. In questo periodo alle coppie va somministrato cibo in abbondanza prestando attenzione però che negli alimenti ci sia calcio in quantità adeguata affinché la femmina riesca a deporre le uova senza avere problemi. Il maschio, intanto, comincia a scavare due buche nella parte riservata al nido dove la femmina inizierà la deposizione da 3 a 5 uova a distanza di 2-3 giorni l’una dall'altra. Al secondo uovo comincia anche la cova che dura per 35 giorni. Essa è effettuata dalla sola femmina la quale in questo periodo diventa molto aggressiva. L'alimentazione della madre e dei piccoli è composta di piccoli topi, pulcini, quaglie e aggiunta di sali minerali e calcio in soluzione liquida. Se si vuole imprintare i piccoli gufi, essi vanno tolti dai genitori intorno alle 2 settimane di vita ed il loro allevamento è effettuato dall'uomo. Novello di Gufo Reale di circa 8 settimane (Allev. e foto dell'Autore)
Quando si tolgono i piccoli, a volte la madre effettua una seconda deposizione, ma questa volta il numero delle uova è inferiore (circa 2-3). I giovani pulli devono essere imboccati 3 volte il giorno, mattino, mezzogiorno e sera: quest'ultimo pasto dovrà contenere pelo e piume così che durante la notte, possano fare la loro "cura". All'età di 5 settimane i gufetti sarebbero completamente autonomi, ma se si desidera che siano ben imprintati bisogna che l’uomo continui ad imboccarli. La denuncia di nascita deve essere fatta alla GUARDIA FORESTALE DELLO STATO entro 10 giorni dalla schiusa delle uova ed ai piccoli va posto subito nella zampa un anello inamovibile sul quale è inciso il codice dell'allevatore, numero progressivo e anno di nascita dell'animale. Questi dati saranno consegnati alla GFS per predisporre il certificato C.I.T.E.S., poiché trattasi di specie animali citati in appendice 1 allegato A, che è rilasciato dopo alcuni mesi, perché la forestale effettua prelievi del sangue sui genitori e sui piccoli (DNA) per essere certi della loro provenienza. Nel momento in cui l'allevatore entra in possesso dei C.I.T.E.S. può cedere gli animali a qualsiasi titolo. Cerco sempre di cedere questi esemplari così fieri e maestosi, a persone che prestino loro le cure dovute, che abbiano ampi spazi e voliere idonee. Talvolta il Corpo Forestale dello Stato richiede qualche esemplare per liberarli ed integrare la specie sulla zona Alpi o sugli Appennini, a causa dell'urbanizzazione e dei cavi di alta tensione degli impianti sciistici nei quali rimangono impigliati. Ad oggi il numero stimato è di circa 150-200 coppie.

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