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FOIESE o POLLASTRIESE?
di Giuliano Motta
Mi compete il presente intervento in quanto chiamato in correo dal periodico "L’Informatore Alato" che, prendendo lo spunto da una mia risposta ad alcuni quesiti tecnici riportati su Italia Ornitologica n° 8-9/2001 pag. 55-58, ne sollecita dei chiarimenti.
Accusati di "Foiese", la F.O.I., i suoi Organi Tecnici, Italia Ornitologica e il sottoscritto nella sua veste di Consigliere Federale ed autore dell’intervento, ritenevo opportuno svolgere il tema sull’Organo Ufficiale d’Informazione della Federazione ma, valutata la platea alla quale si è rivolta l’analisi del Direttore responsabile, è più corretto circoscriverlo ai lettori del suo pensiero.
Fattomi carico della definizione di "Foiese" illustrata dall’amico A.P., mi sono costretto identificare un’analoga espressione sul modo d’interpretare i fatti, le parole e i comportamenti, dell’ossessiva penetrazione sulle parole che di frequente tocca ai protagonisti degli interventi su I.O. da parte della redazione del notiziario monzese.
Cercavo un sinonimo al concetto d’essere sotto osservazione con la lente d’ingrandimento.
Idea bocciata!
Questo poteva indicare una precisa ed approfondita analisi; non era il caso dell’intervento richiamato.
Cercare il pelo nell’uovo? Nemmeno!
Potevo riservarlo solo se fossero emersi elementi di contraddizione nell’analisi che aprissero nuove interpretazioni.
Il "Bastian contrario" ?
Nemmeno poiché non sono state illustrate alternative in antitesi ai concetti criticati.
L’intervento il "Foiese" mi si è presentato solo come un gioco sulle parole, senza un fine se non la critica, o meglio la polemica fine a se stessa, che non porta a nessuna riflessione.
Così mi è sembrata limitata la citazione dei puri significati letterali delle parole esaminate, senza cogliere la reale espressione che manifestavano all’interno del contesto in cui erano utilizzate.
Non avendo quindi elementi per definire una simile tecnica, non mi restava che identificare il modo di giocare con le parole coniando un termine che s’identificasse con lo stesso protagonista utilizzatore, non più alla sua prima esperienza del genere; scopiazzandolo è tracimato:
Il Pollastriese
Entriamo ora nelle tematiche degli scritti citati, inviando anche i chiarimenti sollecitati.
Non posso soprassedere però alla gratuita critica sulla periodicità di Italia Ornitologica, dalla federazione denominata "mensile", che ha sorpreso il nostro amico A.P. obbligandolo a porsi un interrogativo, per sottolineare e controbattere la sottile ironia dell’autore, al quale vorrei chiedere d’indicarmi dove sta l’errore o l’imperfezione.
Come definirebbe l’uscita della nostra rivista Italia Ornitologica ?
Periodico?
Oppure; mensile da gennaio a giugno e da settembre a dicembre, con l’intervallo di Luglio/Agosto?
O ancora, mensile per 8/12 e bimestrale per 4/12 ?
Su via un po’ di serietà e di rispetto per coloro che operano al nostro Organo d’informazione o, in "pollastriese", di "foiese" informazione.
Sarebbe stato sufficiente conoscere la storia della nostra rivista e le decisioni che l’hanno portata agli attuali livelli ed all’odierna definizione della sua periodicità.
Capisco e ha il mio totale rispetto e ringraziamento per il livello ottenuto dall’Informatore Alato, non più limitato alla diffusione associativa, da lui diretto con grandi risultati e soddisfazioni ma, ITALIA ORNITOLOGICA è ben altra realtà, meriterebbe altrettanta considerazione da parte di tutti gli addetti alla vita federale.
Forse un giorno racconteremo il suo tragitto, non appena matureranno le condizioni per non essere accusati d’auto-incensatura !
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Per quanto mi riguarda, con l’intervento sul n° 8-9/01 di I.O., ritengo d’essere stato di una chiarezza estrema e di non lasciare adito ad interpretazioni d’azzeccagarbugli.
Ritenevo che la questione sollecitasse una precisazione e resto convinto d’averla eseguita a beneficio degli Allevatori e degli stessi Giudici, senza creare delle confusioni.
Chi gioca con le parole alla moda del "Pollastriese", processando sulla base delle supposizioni, non resta che convivere con i propri dubbi, senza richiamare chi, i dubbi, cerca sempre di dissiparli.
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Lasciato il tono polemico passo ai chiarimenti richiesti.
Quesito A)
Il giochetto sulle parole "Direttiva" - "Indicativa".
Nessuna contraddizione se si prestasse attenzione all’iter dei lavori e non ci si costringesse ai soli particolari finali che ne limitano l’interpretazione.
La direttiva della C.T.N.-F.P.L. stabiliva definitivamente le misure e le forme dei posatoi per tutto il settore, dopo lo studio tecnico sulle migliori soluzioni.
L’indicativa, sollecitava l’utilità dell’utilizzo di quanto elaborato dall’Organo tecnico, per la migliore prestazione dei soggetti, presso tutte le parti interessate; Associazioni ed Allevatori.
La direttiva si concentra sulle caratteristiche dei posatoi, mentre l’indicativa ne sollecita l’utilizzo senza rendere sanzionabili i diversi comportamenti.
Quesito B)
L’Organo tecnico della Federazione, con la riunione del 04.03.2000, elaborava la tematica dei posatoi tenendo nella dovuta considerazione la situazione generale ed i fatti che hanno portato la propria attenzione sul tema.
- Identificare la migliore condizione di benessere dei soggetti da posizione durante le competizioni;
- Offrire agli espositori la migliore situazione per valorizzare i propri soggetti nelle competizioni;
- Eliminare le eventuali controversie fra Allevatori e Comitati Organizzatori;
- Considerare la reale situazione delle Associazioni in termini economici ed organizzativi.
Quindi, "decide" di disciplinare una "direttiva" tecnica contenente delle "indicazioni" amministrative sul come comportarsi.
I punti 1 e 2, spero, si chiariscono da soli!
Il punto 3 è inteso ad eliminare l’arroganza di qualche Comitato Organizzatore che in passato aveva impedito agli Allevatori di sostituire i posatoi non conformi con i propri. (L’esperienza era stata vissuta addirittura in un Campionato Italiano, danneggiando gli Allevatori attenti).
L’Organo tecnico quindi, dichiarando con una direttiva non regolamentari i posatoi diversi da quelli stabiliti, offriva la possibilità agli Allevatori d’imporre, ai Comitati Organizzatori in ritardo, il cambio dei posatoi con quelli indicati in loro possesso, supportati dalla "direttiva tecnica".
La quarta argomentazione è dovuta all’impreparazione di tutte le Associazioni a adeguarsi ad una normativa impositiva di tal genere e quindi ha fatto bene l’Organo tecnico della F.O.I. ad esprimere una direttiva tecnica, lasciando la possibilità a tutti d’adeguarsi nel tempo e nello stesso modo d’accogliere gli Espositori che si sono adeguati alle indicazioni senza soffocare con imposizioni che potevano essere disattese e creare solo caos nelle manifestazioni in generale.
Spero che non si voglia creare il caso che posatoi imposti da allevatori attenti e quelli diversi utilizzati dagli altri, non metta in condizione di disquisire sulla non regolarità della manifestazione, in funzione della presenza di un elemento di riconoscimento.
Non esiste nessun "Foiese" pertanto e nemmeno delle contraddizioni, ma soltanto del gran buon senso da parte dei Tecnici e degli Amministratori federali che hanno espresso ed accolto la tematica.
Quesito C)
I Giudici con i loro comportamenti al riguardo li riterrei solo di sprono alla completa applicazione della direttiva sui posatoi.
Le loro eventuali verbalizzazioni sulla non conformità dei posatoi, vanno interpretate solo al fine d’incentivarne l’utilizzo e d’ottenere un monitoraggio sulla percentuale d’adeguamenti alla direttiva.
Nessun altro scopo può essergli accordato!
Nessun’altra interpretazione può essere accreditata!
Se dovessero essere riscontrate arroganze e prese di posizione da parte dei Giudici, diverse dall’indicazione, i loro comportamenti possono e devono essere perseguiti con una pronta verbalizzazione all’Esecutivo federale, il quale si premunirà di rimettere ordine nelle azioni.
Sul comportamento dei Giudici, purtroppo, pesa la cultura della segnalazione al negativo, riflesso del passato comportamento nelle valutazioni, se applicassero il metodo positivo, ora in vigore, anche nei loro messaggi noteremmo le segnalazioni come: <... la mostra è perfettamente organizzata con i posatoi regolamentati per la forma e posizione liscia.>
Il loro contributo sarebbe molto più utile al monitoraggio e solleciterebbero in positivo le orgogliose adesioni da parte delle Associazioni, ma questo è un altro discorso.
Potrei continuare con numerosi esempi ma mi limito, senza essere "Foiese", citando alcune meditazioni.
La F.O.I. nella sua complessità d’esistenze Associative deve sempre coniugare quello che è bene con la sua realtà.
Non sempre le proprie Associazioni, ed anche i loro Allevatori, sono nelle condizioni d’accogliere delle imposizioni ed è necessario condurli con pazienza alla meta, senza dover danneggiare o soffocare chicchessia.
Possiamo citare l’esempio delle gabbie standard, sempre per la forma e posizione lisci, dove sono occorsi diversi anni, ma oggi possiamo registrare con soddisfazione che l’adempimento è totale.
Esiste però un altro giudizio, quello degli Allevatori sempre più specializzati, questi sapranno premiare con le loro partecipazioni le manifestazioni che si presentano in regola con le indicazioni tecniche portando, anche se in tempi lunghi, il beneficio alle Associazioni che si presentano puntualmente ad offrire il meglio per loro e per i loro soggetti.
Così, caro Antonio, la nostra Associazione non deve sentirsi mortificata perché si attiene alle regole con scrupolo, mentre altre si prendono tutto il tempo che vogliono, la qualità di una manifestazione, per la F.O.I., passa anche dall’intelligenza dei propri Dirigenti.
La nostra, con la pronta ricezione delle indicazioni tecniche, è fra queste !
Con continua stima e accorata amicizia,
Giuliano Motta 11-12-2001
Probabilmente l’amico Giuliano, ce lo consenta, nel leggere il nostro redazionale del Novembre 2001 non deve averne afferrato lo spirito ed il fine, anche se a noi pare - ancora ora rileggendolo - che essi siano oggettivamente molto chiari.
Dal momento però che lo taccia di critica gratuita e di sterile polemica vale allora la pena di ribadire il concetto esposto.
La nota non era un sofisma, fine a se stesso, né uno sfoggio di etimologia filosofica, né, peggio, un’inutile polemica: era una, a nostro parere, necessaria evidenziazione e indicazione alla F.O.I. ad essere più chiara nell’emanazione di DIRETTIVE (norme) per le sue Associazioni.
Il nostro contributo non sollecitava, infatti, alcun chiarimento, né poneva quesiti.
Chiarimenti di che cosa? Noi abbiamo fatto una semplice constatazione sulla base di elementi che avevamo a disposizione, a disposizione di tutti gli associati.
Se chiarimenti ce ne dovevano essere - e ce ne dovevano proprio essere, visto che qui ti sei sentito in dovere di darli - vuol dire che la "norma" sui posatoi non era poi così chiara come tutti avrebbero sperato e come era giusto che fosse.
Quesiti A,B,C? Quali quesiti? Le nostre erano semplici considerazioni, chiose diremmo, sull’argomento trattato e propedeutiche alla sostanza contenuta nella chiara conclusione finale.
Fazioso il richiamo alla qualifica temporale di Italia Ornitologica. Non l’abbiamo scritto noi che è un mensile: è stampato in copertina. Ma mensile non è; almeno su questo non si può discutere. A questa stregua potremmo allora chiamare "L’Informatore Alato" un bimestrale, dato che edita 5 numeri all’anno. Ma bimestrale non è.
Così come è fuori luogo e completamente privo di fondamento il rimando alla mancanza di rispetto per Italia Ornitologica e per i suoi collaboratori e altrettanto paradossale l’intrinseca, seppur velata, allusione ad una impossibile comparazione del nostro notiziario con la stessa.
Caro Giuliano, lo sai benissimo che ti stimiamo e ti apprezziamo profondamente per quello che fai per il mondo dell’Ornitologia e dell’Ornicoltura, ma soprattutto per la passione che ti anima e per il disinteressato impegno che profondi nel tuo operato, però - e permettici di dirtelo - la F.O.I. non è tutto oro che luccica: alle volte, forse spesso, ci sono anche dei punti scuri da ripulire e che le devono essere evidenziati per il suo stesso bene.
E’ inutile partire sempre lancia in resta per combattere i mulini a vento: alle volte bisogna valutare con calma e oggettività lo spirito delle cose senza pregiudizi e senza lasciarsi prendere dall’emotività o dal temperamento.
Tralasciamo il commento sui contenuti della frase "decide di disciplinare una direttiva tecnica contenente delle indicazioni amministrative" (lo abbiamo già fatto e confermiamo la nostra valutazione), ma sottolineiamo il controsenso nel commento del punto 3, quesito(?) B, laddove si dice che "è inteso ad eliminare l’arroganza di qualche Comitato Organizzatore che in passato aveva impedito agli Allevatori di sostituire i posatoi non conformi con i propri… l’Organo tecnico quindi, (con questa Direttiva-indicativa, si noti)..., offriva la possibilità agli allevatori d’imporre il cambio dei posatoi...".
Ma se è una "direttiva" solo INDICATIVA e non quindi vincolante, perché mai il Comitato Organizzatore di una mostra dovrebbe obbligatoriamente consentire il cambio dei posatoi da parte dell’Allevatore? Se lo ritiene lo consente, altrimenti lo nega. E nessuno può eccepire. E non è un controsenso questo?
Non è per giocare sulle parole, caro Giuliano - anche se esse hanno ciascuna un proprio significato etimologico ben definito di cui bisogna tener conto -, ma è per sottolineare ancora una volta quanto fosse ambigua e poco chiara la "norma" che ci occupa.
Inutile arrampicarsi sui vetri per dimostrare l’indimostrabile.
Foiese, Pollastriese, ma anche ...Mottese allora!
Se le spiegazioni che tu ora ci hai dato fossero state espresse CHIARAMENTE a suo tempo nell’ambito della comunicazione CTN CFPL alle Associazioni, non ci sarebbe stato bisogno di questo "tanto rumore per nulla".
Un poco patetico invece ci è sembrato il tentativo di "girare la frittata" nel caso dei Giudici che avrebbero verbalizzato la non conformità dei posatoi al fine (come invito, non come obbligo, si noti) di "incentivarne l’utilizzo e d’ottenere un monitoraggio sulla percentuale d’adeguamenti alla direttiva".(sic!)
Ma quando mai? A noi risulta che abbiano verbalizzato la mancata osservanza di una norma. Come normalmente fanno per tutte le altre cose che non sono in linea con le disposizioni.
Altro che tacciarci di "critica, o meglio polemica fine a se stessa"!
La F.O.I. ha già gli "incensatori ufficiali": le mancano però i "critici" che sappiano rappresentale proposte migliorative.
E noi vogliamo porci in tale atteggiamento: una critica partecipativa, produttiva e stimolante, fondata sulle problematiche scaturite dalla "base".
Questo, come sempre, con la massima correttezza e doverosa fedeltà alla Federazione stessa.
E, per finire, caro Giuliano, se per farti collaborare col nostro notiziario ci dobbiamo industriare in questo modo, allora ti promettiamo che lo faremo spesso.
Con tanta amicizia e cordialità.
A.P.
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