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ORNICOLTURA AMATORIALE: MANTENIAMOLA NEI CONFINI DELL'HOBBY
di A. P.
Il significato etimologico della parola "hobby" è molto chiaro:
"Qualsiasi OCCUPAZIONE PERSEGUITA con impegno e passione NEL TEMPO LIBERO
dal lavoro consueto PER RICREAZIONE o PASSATEMPO"(Devoto -Oli).
L'ornicoltura amatoriale - come del resto qualsiasi altra iniziativa che
voglia mantenersi nell'ambito dilettantistico - deve essere esente da ogni
tentazione o finalità lucrativa, anche qualora questo obiettivo possa
rappresentare un aspetto non preminente, ma derivato.
Se entra l'interesse, l'egoismo, lo scopo recondito del guadagno,
possiamo sicuramente aspettarci che questo rappresenti l'inizio della fine
della nostra attività "sportiva".
Ma noi, la pensiamo sempre così? Vorremmo sperarlo, anche se,
da certi segnali, non ne siamo del tutto sicuri.
Un hobby non può essere in alcun modo fonte di guadagno:
altrimenti non è più un hobby.
Non esistono hobby che "rendono": semmai è il contrario.
Non si può allevare con l'intento di ottenere buoni risultati
per "vendere meglio" i propri soggetti. È fuori da ogni spirito,
finalità e mentalità della nostra operatività dilettantistica.
Né vale l'obiezione di chi sostiene che l'una cosa può coesistere con
l'altra, che è una forma di recupero delle spese e dei sacrifici sostenuti,
che si può unire l'utile al dilettevole, ecc.
È una spirale senza fine: pian piano si perde di vista lo scopo
principale dell'attività, cioè l'hobby, il passatempo, la sana competizione
"sportiva" fra appassionati, per dare sempre più importanza al lato deteriore
e venale rappresentato dall'avidità del ricavo, che stravolge completamente
lo spirito e le intenzioni del nostro operato senza apportare,
alla fine, - proviamo a riflettere su questo punto - grandi vantaggi.
Quindi: prezzi esagerati (alle volte fuori da ogni senso di logica,
sia per chi li propone che per chi li accetta!), gli amici non esistono più,
lo "scambio" dei soggetti diviene una teoria rara, la "cessione" deve
necessariamente tener conto del fatto che l'acquirente potrebbe rappresentare,
coi suoi futuri risultati (sempre comunque da provare!), un pericoloso
"concorrente" e, in ultima analisi, ridurre il valore commerciale
dei propri soggetti, e così via.
Ma allora si può ancora parlare di hobby?
Fermiamoci, fin che siamo ancora in tempo, manteniamolo nei limiti
che gli sono propri: riscopriremo certamente valori che forse stiamo trascurando
o abbiamo, addirittura, già un poco dimenticato.
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