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Aprile 2007, gli Articoli on WEB:


LA F.O.I. C'È MA NON SI VEDE
di Dario Sironi

Click per icon zoom Un certo atteggiamento tendente alla solitudine è tipico nella natura di chi alleva canarini e si manifesta non certo in un’avversione al genere umano, tipico del misantropo, ma come semplice bisogno di isolamento; dobbiamo purtroppo rilevare che anche la nostra Federazione sembra voler rispettare la natura di coloro che rappresenta almeno nel momento in cui, pur consapevole delle potenzialità sia in termini numerici che di capacità organizzative della propria base, non riesce a farsi conoscere al di fuori del proprio ambiente. Nel valutare il dilemma che caratterizza l’epoca in cui viviamo, se sia più importante essere o apparire, la considerazione da trarre è che servano entrambe; ciò che ci manca è la capacità di approfittare dei moderni strumenti di comunicazione che consentono di farci conoscere visto che meriteremmo ben maggiori attenzioni da parte della pubblica opinione in considerazione della nostra consistenza numerica, della specializzazione raggiunta e dello spirito naturalistico che ci con-traddistingue.
Per ottenere un interesse più vasto è pertanto fondamentale cercare una “chiave” di accesso al sistema mediatico e sicuramente le recenti politiche della nostra Federazione in termini di tutela naturalistica e protezionistica ne sono la naturale fucina.
Delegando agli organi Federali il dovere di trovare la giusta “serratura” non dobbiamo però dimenticare l’impegno che ciascuno di noi soci deve assumersi per consentire la “mandata”, a partire dal semplice allevatore, per poi proseguire a livello di associazione e di raggruppamento.
Cominciamo con il riconoscere che non sia possibile predicare un comportamento e fare l’opposto; prendiamo ad esempio le recenti critiche e divergenze sull’opportunità della mappatura richiesta dalla Federazione che hanno mostrato come fra di noi probabilmente ci siano personaggi che, avanzando timori nella sua presentazione, hanno così dimostrato di non essere perfettamente in linea con le finalità espresse dalla politica Federale; paure che se trovano ancora giustificata motivazione in possibili carenze sanitarie dei propri allevamenti (facilmente anche se non immediatamente risolvibili) non trovano invece giustificazioni per motivi economico fiscali, o peggio ancora con comportamenti in netto contra-sto con qualsivoglia politica protezionistica.
Un compito fondamentale nell’aprirsi all’esterno deve essere svolto dalle nostre Associazioni. L’annuale mostra ornitologica, così come sino ad ora concepita, costituisce a volte l’unico e molto importante momento di coinvolgimento dei Soci; ma proprio perché concepita e svolta in tale funzione si presenta a carattere chiuso nell’ambito dell’Associazione.
In ogni periodo dell’anno sono organizzate manifestazioni fieristiche legate alla conoscenza naturalistica del territorio ed alle sue esperienze artistiche e culturali; quale migliore occasione per farsi conoscere con la probabilità che il giornalista del periodico o della televisione locale ne possa parlare.
Solo una ristretta cerchia di persone addette ai lavori è a conoscenza che gli Organi Federali sono da tempo impegnati nel trovare formule utili per mostrarsi all’esterno; è questo un privilegio che viene annualmente riservato ai Presidenti delle Associazioni in occasione dell’Assemblea Annuale. In tale occasione essi sono pure informati dei programmi della Federazione, degli obiettivi raggiunti o delle carenze rilevate nel corso dell’anno ma ancora nessuno si preoccupa di informare noi allevatori iscritti. Considerando che i partecipanti annualmente rilevati raggiungono a malapena la metà degli aventi diritto e che di questi ben pochi Presidenti di Associazione riferiscono quanto appreso, dobbiamo dedurre che un buon cinquanta per cento degli iscritti non può vedere e giudicare quanto la nostra Federazione, attraverso i suoi Organi, sia in grado di esprimere nell’interesse generale.
Considerando inoltre che la maggioranza dei Presidenti di Associazione nel corso dell’Assemblea dell’anno 2006 ha bocciato una mozione formulata dalla nostra Associazione intesa a ricevere copia dei verbali del Consiglio Direttivo, dobbiamo dedurre che anche ad essi poco importa del nostro diritto all’informazione.
E’ per questo che attraverso la nostra rivista continueremo a denunciare quella carenza di informazione che consideriamo non solo dovuta ma che, se debitamente fornita, permetterebbe di apprezzare da parte di tutti quanto la Federazione svolge nel nostro interesse nella confermata consapevolezza che se neanche noi iscritti veniamo informati come si può pretendere che lo sia chi deve conoscerci dall’esterno.
Viene spontaneo chiederci quanti inscritti siano a concreta conoscenza che da tempo sia stato istituito un Ufficio Stampa della Federazione delegato ad informarci, seppur in forma sintetica, di quanto avviene in Federazione visto che sulla rivista ufficiale nulla del genere è ancora comparso.
E’ proprio il caso di dire che la F.O.I. c’è ma non si vede.

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