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CARDELLINO X CANARINO
di Luigi Corbetta
Penso che tutti gli allevatori e gli appassionati di uccelli conoscano bene il C
ardellino
nostrano, che viene considerato da tutti uno dei più belli tra le specie
di uccelli
silvani, se non il numero uno in assoluto.
Viene stimato per il suo canto melodioso, per i suoi colori, per la vivacità con la
quale si muove in continuazione, ed anche per la sua capacità di accoppiarsi
facilmente con altre specie di taglia più grossa della sua presenti in
cattività.
Erano diversi anni che non mi riusciva più di ottenere degli ibridi con la canarina
da questo stupendo volatile come quel soggetto che nel 1992 (era l'anno di nascita della
A.O.M.. dall'unione delle due associazioni monzesi Sacom e Corona Ferrea) esposi alla
mostra in quel di Bellusco e vinse nella categoria IEI con 93 punti, risultando così
anche campione di razza. Una bella soddisfazione!
Ora, però, alle mostre questi ibridi non sono più tanto considerati nè
apprezzati perchè nel vasto campo dell'ibridologia sono stati fatti passi da gigante
e bisogna tenere conto che più si va alla ricerca di accoppiamenti strani, più
si ottengono grandi novità e rarità e di conseguenza veri e propri soggetti
meravigliosi. Però non bisogna denigrare questi soggetti dicendo che sono degli
incroci ormai sorpassati e troppo facili da allevare, perchè quando nelle mostre
sono esposti dei soggetti maschi ben pezzati, bianco o giallo che siano,
con una bella mascherina rossa che faccia da contrasto con gli altri colori,
è sempre un piacere vederli e criticarli in senso buono.
Se poi questi cantano pure da cardellino è molto bello sentirli esprimere le varie
frasi che emettono.
A mio avviso, a giudicarli, sono i migliori cantori in assoluto (come ibridi, s'intende).
Alla fine del mese d'Aprile dello scorso anno, ho accoppiato un Cardellino maschio, nato
nel 1998, con due femmine di Canarino, una mosaico a fattore rosso e l'altra un avorio
giallo. Il Cardellino era felicissimo di avere nella volieretta due compagne, tantè vero
che cantava in continuazione ed era veramente un piacere sentire quelle note, specialmente
al mattino presto e la sera all'imbrunire.
Come risultato, tutte e due furono fecondate da lui.
La canarina a fattore rosso costruì subito il nido in uno dei cestini di vimini
messi a loro disposizione nella volieretta: depose quattro uova, delle quali solamente due
fecondate. Nacquero due piccoli che furono svezzati aiutati anche dal Cardellino,
risultati poi un maschio, (nella foto numero 1), ed una femmina anch'essa pezzata.
L'altra canarina avorio giallo depose nell'altro cestino quattro uova tutte fecondate.
Il risultato: due piccoli maschi scuri e due femmine pezzate bianco.
Intanto la canarina rosso mosaico effettuò una seconda covata di cinque uova,
delle quali solo tre schiusero. Da queste nacque una femmina pezzata bellissima e due maschi
scuri. Dal secondo nido della femmina avorio, su cinque uova feconde, solamente quattro si
schiusero ed alla muta risultarono un maschio pezzato chiaro (nella foto numero 2),
una femmina ed altri due maschi scuri.
Come si può notare, da questa esperienza, con questo tipo di ibridazione sono nati
dei pezzati sia dalla femmina mosaico a fattore rosso, che dall'altra giallo avorio.
Quindi, per concludere, vorrei precisare una mia teoria che ho sempre sostenuto: a mio modo
di vedere, dopo tanta esperienza con questo tipo di incroci, chi porta i colori bianco o
giallo nella pezzatura, in generale è sempre il mitico Cardellino.
Cenni di Genetica
di Giovanni Goj
Probabilmente la genetica degli ibridi vede una certa dominanza dei colori scuri provenienti
dal cardellino (colorazione scura non è sinonimo di dominanza, ricordate per esempio
il canarino bianco dominante). La presenza del giallo, dovrebbe essere considerata come una
pezzatura. Tali caratteri sono quindi regolati da una genetica di tipo non mendeliano.
La tipologia di trasmissione delle porzioni esclusivamente lipocromiche
nell'ibrido è probabilmente da ritenere quantitativa.
Altre teorie sono coinvolte nella produzione delle pezzature, ma evitiamo qui di
descriverle.
In linea di massima è probabile ottenere un individuo F1 uniforme da un cardellino
per un canarino melaninico. Ovviamente potremo ottenere pezzati (di bianco o di giallo)
se utilizziamo soggetti lipocromici o bianchi.
Considerate che esiste un fenomeno detto imprinting genomico per cui alcuni
caratteri vengono trasmessi con intensità diversa dal maschio o dalla femmina.
Per esempio è frequente osservare una fisiologia più simile a quella del
canarino negli F1 ed osservare colorazioni di netta derivazione del cardellino.
In linea di massima, comunque, trattandosi quasi sicuramente di genetica di tipo
quantitativo (seguendo cioè una distribuzione normale dei fenotipi, formando una
curva di Gauss, la gaussiana appunto), non è determinabile precisamente un
particolare fenotipo dell'F1. Di conseguenza, il risultato dipenderà dalla fortuna,
più che dalla bravura dell'allevatore. In questo senso, alcuni soggetti possono
essere considerati delle rarità, come il caso dell'F1 giallo con la mascherina rossa.
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