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SCOMPARE IN BRASILE L'UCCELLO PIÙ RARO DEL MONDO
Redazionale
RIO DE JANEIRO - L'ultimo esemplare in libertà
di "piccolo ara blu", considerato l'uccello più raro del mondo, è
scomparso. Pertanto la sua specie verrà classificata come "probabilmente
inesistente in natura".
Lo ha riferito il ministero dell'ambiente Brasiliano. Da cinque mesi non si
trova l'ara blu maschio tenuto sotto controllo dagli scienziati della Società
Brasiliana di zoologia nello stato di Bahia. Il mese scorso una èquipe della Società ha cercato di
localizzare il pappagallino nel sertao (zona semiarida) di Curacao, 600 chilometri a nord di Salvador di Bahia,
ma senza successo. La speranza è che il piccolo volatile, che in questa stagione fa il nido e quindi diventa
particolarmente timoroso, si sia nascosto. Non è quindi stata perduta ogni speranza di ritrovarlo.
Sessantasei ara blu vivono ancora in cattività, sparsi in tutto il mondo.
Sei vivono in Brasile.
(da IL GIORNO del 12 Febbraio 2001)
La notizia, apparsa sul quotidiano "Il Giorno" è una di quelle che devono far riflettere non poco, tutti,
non solo coloro - come noi - che più degli altri apprezziamo ed amiamo gli uccelli.
Perchè una specie scompare? Le cause sono sicuramente molteplici, dalla distruzione dell'habitat
all'in-quinamento ambientale, dall'urbanizzazione selvaggia all'indu-strializzazione, dalla caccia spietata e
incontrollata al commercio indiscriminato, e così via.
Una specie che scompare deve indurre ad una profonda riconsiderazione di tante nostre convinzioni e modi d'agire.
È un grave segnale che ci ammonisce: l'uomo sta sempre più distruggendo se stesso.
Non sono parole grosse nè sconsiderato allarmismo: è una triste constatazione, che viene portata
alla nostra attenzione da queste preoccupanti notizie, che in questi ultimi tempi ricorrono con sempre maggiore
e inquietante frequenza.
Una specie che si estingue è un pezzo di mondo che scompare: è come se ci venisse tolto qualcosa,
un qualcosa di noi stessi che non potrà mai più esserci restituito.
Eppure, in tutta questa amarezza e tragicità della cruda notizia, si intravvede ancora qualche spiraglio
di speranza: sessantasei "Ara blu" (Ara di Spix - Cyanopsitta Spixii) vivono ancora, sono allevate con amore,
sono state salvate dall'estinzione, in una parola sono state "protette".
Ecco quello che vorremmo far capire a tante persone, a tante Associazioni di pseudo-protezionisti che vedono
nel nostro hobby una limitazione alla libertà, quando non addirittura una crudeltà verso gli uccelli.
Senza la dedizione, l'esperienza, la qualificazione, la preparazione scientifica di tanti appassionati come noi,
quante specie sarebbero ora estinte!
L'allevatore è prima di tutto un cultore della natura e delle sue espressioni più significative,
delle quali gli animali rappresentano una parte determinante.
Non servono gli stereotipi di certi predicatori pseudo-naturisti, che rappresentano in ultima analisi solo vane
parole.
È l'impegno, l'amore, il sacrificio, la passione di tanti come noi che possono veramente portare un beneficio,
sostanziale e concreto, anche in difesa della natura.
Non sono certo necessarie queste notizie, anche se ne rappresentano una triste occasione, per portare
all'attenzione dell'opinione pubblica l'importanza della nostra attività di allevamento e conservazione.
Vorremmo solo sperare che il superficiale zelotismo naturistico o naturalistico, che dir si voglia, di tante persone
possa lasciare spazio ad una più concreta e oggettiva considerazione di quanta importanza possa assumere
un'attività come la nostra per la salvaguardia sia dell'ambiente che dei suoi abitanti.
a.p.
ALCUNE NOTIZIE SULL'ARA DI SPIX (Cyanopsitta Spixii)
Lunghezza 56 cm, colore generale blu, più scuro sul dorso, testa sfumata di grigio, anello perioftalmico e
becco neri, iride gialla. Gli immaturi hanno colore più scuro e coda più corta degli adulti.
Era presente nella foresta galleria che si sviluppa lungo il corso del Rio Sao Francisco nella porzione più
a nord della regione di Bahia in Brasile.
L'arenale lungo il corso del Rio Sao Francisco fu localizzato nel 1980: in questa zona rimanevano solo 3 individui
che, tra il 1987 e il 1988, furono catturati dai bracconieri. Nel giugno del 1990, sempre nel nord di Bahia,
fu scoperto un unico esemplare che fu seguito e protetto praticamente a vista.
Questo uccello era ancora presente nel settembre del 1994; in quel'anno si cercò di formare una coppia liberando,
nella stessa area, un individuo proveniente dalla cattività.
Questa specie probabilmente dipendeva per la nidificazione da un habitat altamente specializzato detto
"cariba woodland" e la sua estrema rarità potrebbe essere attribuita alla distruzione di questo habitat,
tuttavia, è il commercio illegale, iniziato negli anni '70, che ha sferrato l'ultimo colpo portando la specie
sulla soglia dell'estinzione.
Il 31 settembre del 1994 sono ufficialmente riconosciuti dalla commissione permanente del governo brasiliano per il
recupero dell'Ara di Spix, 21 individui mantenuti in cattività, ma il grado di parentela tra questi uccelli
è sconosciuto.
(tratto da Pappagalli dl mondo - R.Massa e V. Venuto - Ed. Mondadori.
Il libro è in dotazione alla Biblioteca A.O.M.)
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